10 aprile 2009

 
     

Terremoto in Abruzzo : bentornato Galileo !
di ing. Pierpaolo Benni

La compostezza degli Abruzzesi della Provincia dell'AQUILA colpiti dal terremoto e la dedizione con cui da tutta ITALIA accorrono persone con la sola motivazione di aiutare altri Cittadini bisognosi di tutto, è certamente l'ennesima prova dello spirito di fratellanza che costituisce una delle più positive caratteristiche del nostro Popolo, quella che lo fa rinascere con il massimo di disponibilità dalle più severe difficoltà. E mette in luce per l'ennesima volta il distacco fra il Paese e chi ne detiene il Potere Pubblico.

Una situazione sulla quale la Comunicazione ufficiale opera con impegno per mascherare la verità, fino al timbro di un fondo che scrive: "Ma la politica non va in letargo, rivendica quanto c'è di sano nel conflitto democratico. Le polemiche non mancheranno, ma a tempo debito. Ci si deve interrogare sulla sconcertante fragilità di un ospedale ridotto in frantumi dalla potenza del terremoto. Bisognerà capire se le leggi che impongono la costruzione di edifici anti-sismici sono state osservate nel corso degli anni.".

C'è da domandarsi se l'innalzamento della Politica all'Onnipotenza anche da parte della cosiddetta Società Civile sia dovuta ad inadeguatezza culturale, all'appartenenza alla CASTA o allo scaricabarile più comodo: una domanda pletorica comunque, come quella proverbiale sul sesso degli Angeli.

Non c'è alcun dubbio che non esiste uno Stato senza che sia stato codificato l'insieme delle regole che lo caratterizzano umanamente e socialmente, ma quello Stato non funziona se non esiste un'Organizzazione che si comporta quotidianamente applicando nell'ambito della propria attività la quota parte delle regole comuni: "Domandarsi cosa ciascuno può fare per il suo Paese"? Questo basta ed avanza: fare correttamente ciò che si sa e si deve fare, ed ... evitare di andare a fare confusione da incompetenza nel campo di attività di cui rispondono altri, soprattutto esibendo discussioni da cortile!

Cosa ha provato lo spettatore di fronte al disagio del personaggio di SULMONA che, inquadrando tutti i fatti nel tempo scandito dal programma dell'Assemblea romana del suo Leader, avendo saputo indirettamente di un allarme terremoto riguardante la sua Città, non si è dato pace finché qualcuno gli ha garantito che la CASTA ufficialmente disconosce la validità della tecnologia previsionale?

A me è venuta a mente l'esperienza nell'applicazione di una (delle tante) tecnologie di sicurezza disponibili, pretesa contrattualmente dai committenti esteri (anche per investimenti in ITALIA), ma ignorata dai Committenti italiani in quanto non "codificata dagli Enti ufficiali", in base al principio che, "se tu poi mi rilevi qualche anomalia e me lo dichiari ufficialmente, cosa mi accadrà nel caso in cui avvenisse in incidente collegabile proprio a quel difetto?".

Ma se qualcuno muore per quella negligenza, lei non si sente male?

Dei Cittadini più a rischio di quanto garantibile con la tecnologia ufficiale, ma anche della redditività nel lungo termine del proprio investimento, a chi interessa in presenza del modo di interpretare le responsabilità accettate, invalso in questo Paese con il progressivo disconoscimento del valore della conoscenza?

Il cosiddetto Politico, in particolare di fronte al tema "rischio" clamorosamente esploso per i più addormentati con il terremoto dell'AQUILA ha, non il Diritto, ma il Dovere di presentarsi ai Cittadini come un TOTALE INCOMPETENTE di tutti i temi, dall'Economia alla Meccanica, Matematica o Floricultura, ed ha il Dovere di pretendere dalle singole strutture esperte dei diversi rami, non la copertura professionale di qualsiasi eventuale carenza emerga per il passaggio usuale del rischio a evento, ma la confessione pubblica di fronte ai rappresentanti del Popolo di cosa quella struttura abbia fatto, non per il rispetto della Legge, ma per evitare il verificarsi dell'evento e per minimizzarne la conseguenze se si verifica.

Incidentalmente, ricordo che questa fu (con successo) la mia tesi di Perito di un Tribunale a fronte di un collegio di Grandi Nomi che sostenevano improponibile l'accusa, avendo potuto dimostrare che il convenuto aveva realizzato quanto previsto dalle normative specifiche non solo italiane. E ricordo che questo fu anche il punto di vista espresso da un Avvocato in un convegno sulla Sicurezza tenutosi presso la facolta' di Ingegneria dell'Università di Bologna: trasferire il peso della Competenza dal merito al rispetto della Legge, sempre inevitabilmente in ritardo sul progresso, penalizza il Cittadino nella sua Integrità rendendolo solo strumento dell'abilità verbale invece che di quella fisica.

Perché mai i soliti avvoltoi Politici devono tuttora emettere sentenze nel merito dei problemi, invece di assumere sempre e comunque le difese dei Diritti del Cittadino, così sollevando addirittura oltre il dettato legislativo le Responsabilità di chi ha contribuito a creare le conseguenze del rischio, dimostrando di interpretare il loro ruolo prioritariamente come difensori della CASTA?

C'è un'unica risposta, oltre questa banale: l'assurdo desiderio di presentarsi come Onniscienti al Popolo plaudente nella Valle, senza nemmeno riuscire a rendersi conto di quanto risultino invece ridicoli ed indeboliti dalle sciocchezze che esprimono. E sia ben chiaro che nessuno può affermare " però così conservano il consenso ed il Potere " perché, se proprio loro non avessero cancellato la DEMOCRAZIA in ITALIA imponendo leggi Elettorali Liberticide, da tempo il Popolo italiano li avrebbe cacciati dalle loro comode poltrone.

Tutti ricordano Galileo Galilei sottoposto all'Inquisizione per le sue teorie fisiche sintetizzate nel famoso "eppur si muove" mormorato dopo abiurata la verità, per salvarsi la vita anche perché parente di Cardinale.

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