31 marzo 2009

 
     

Mafia e informazione : preoccupante rinvio a giudizio di Pino Maniaci
di Rita Guma*

Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus - benche' rilevi che l'obbligatorieta' dell'azione penale comporta l'apertura di un'inchiesta in caso alla Procura giungano notizie di reato - solidarizza con Pino Maniaci, il direttore di Telejato, emittente di Partinico (Palermo), piu' volte minacciato dalla mafia e ieri rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista.

Secondo l’accusa, Maniaci, "con più condotte, poste in essere in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso", avrebbe esercitato abusivamente l’attivita' di giornalista in assenza della iscrizione all'albo, conducendo ogni giorno il TG di Telejato. Maniaci era gia' stato assolto in un giudizio precedente dall'accusa di dirigere abusivamente la testata televisiva.

L'Osservatorio fa rilevare come il rigore dell'azione di Maniaci e l'utilita' della sua opera di informazione-denuncia abbia piu' volte suscitato la solidarieta' e 'fratellanza' degli organismi rappresentativi dei giornalisti, non soltanto di tipo associativo e sindacale, come la FNSI, l'UNCI, l'Associazione della stampa Siciliana e l'Unione Cronisti della Sicilia, ma anche l'Ordine Nazionale e locale dei Giornalisti. Solidarieta' che si e' espressa anche con iniziative congiunte di dibattito insieme a Maniaci stesso.

L'Osservatorio ricorda anche che l'Unione Nazionale Cronisti, nella persona del suo presidente, Guido Columba, dopo l'ennesima intimidazione al direttore di Telejato, gli consegno' un tesserino da giornalista che non portava l'imprimatur dell'Ordine regionale ma che rappresentava comunque tutta la stima dei cronisti per la correttezza informativa di Maniaci.

L'Osservatorio si sente di condividere il giudizio espresso ieri dalla Federazione Nazionale della Stampa, secondo cui "Il rinvio a giudizio per esercizio abusivo della professione giornalistica di Pino Maniaci, direttore di Telejato, da sempre impegnato contro la mafia, desta preoccupazione e scalpore. Che la magistratura se la prenda con il collega, e sottolineiamo collega, per un fatto burocratico di competenza dell’Ordine professionale ci pare assolutamente sproporzionato rispetto alla attività svolta da Telejato e dal suo direttore in tema di antimafia. A riprova ci sono le continue minacce ed intimidazioni che la tv e il suo direttore hanno subìto in questi anni. Ora, che la magistratura abbia scoperto il segreto di pulcinella, e cioè la non iscrizione all’ordine nell’elenco dei pubblicisti di Pino Maniaci, ci pare grottesco: come se si volesse far passare il nostro collega alla stregua di persona inaffidabile e millantatrice. Avremmo francamente preferito che la magistratura magari avesse posto la propria attenzione a tutti quei fenomeni di irregolarità nel sistema dell’informazione che creano dovunque lavoro nero e preoccupanti casi di elementari violazioni contrattuali".

"Al di là delle norme burocratiche, però, esiste l’articolo 21 della Costituzione che dà il diritto a tutti i cittadini di esprimere la propria opinione e a maggior ragione ad un’emittente comunitaria come quella che dirige Maniaci. - conclude FNSI, di cui condividiamo l'augurio "che il rinvio a giudizio a questo punto si concluda con un nulla di fatto" e la richiesta "all’Ordine territoriale di valutare, pur nella sua autonomia, la possibilità di iscrivere il collega Maniaci nell’elenco pubblicisti nei modi e con le valutazioni che riterrà più opportune".

Da parte nostra aggiungiamo che c'e' da vergognarsi non poco di un Paese in cui, prima di portare in galera mafiosi e camorristi, nonche' i politici conniventi, si rinviano a giudizio coloro che li combattono (talora in luogo di quei giornalisti tesserati che invece fanno scelte omertose), e che operano con una credibilita' riconosciuta dagli stessi colleghi provvisti di tesserino.

Speciale informazione

Speciale mafia e antimafia

* presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

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