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30 marzo 2009
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Biotestamento
, Vaticano e indagini demoscopiche : quale informazione ? Egregio prof. Diamanti, leggo su Repubblica del 25 marzo l'articolo a sua firma "Biotestamento e preservativo gli italiani bocciano il Papa". Non posso fare a meno di notare questa frase: "una larghissima maggioranza delle famiglie destina l'8 per mille del proprio reddito alla Chiesa cattolica". Ho pensato subito ad un refuso, dato che circa il 60% dei contribuenti non appone la firma per destinare l'8 per mille, e solo il 40% sceglie consapevolmente a chi destinare tale quota fra diverse opzioni. Quindi meno del 40% firma per la Chiesa cattolica. E' solo il meccanismo insito nella legge - poco conosciuto dai cittadini - a comportare una ripartizione del totale dell'8 per mille dell'Irpef nazionale tale da destinarne oltre il 90% alla Chiesa cattolica. Quindi chi sottoscrive per la CEI e' una minoranza, non una larghissima maggioranza. Nel suo articolo leggo inoltre: "Il fatto è che la Chiesa, il Papa... offrono 'certezze' a una società insicura. Alla ricerca di riferimenti e di valori. Per questo quasi 8 italiani su 10, tra i non praticanti, considerano importante dare ai figli un'educazione cattolica". In primo luogo, ho letto il sondaggio del 2007 cui fa riferimento quel numero, e non mi pare fosse data una definizione di "educazione cattolica". Mi parrebbe molto importante, prima di trarre conclusioni, stabilire se gli intervistati intendano per tale il battesimo, la frequenza del catechismo e della messa e/o la scelta dell'ora di religione a scuola. Difficile peraltro che un cattolico non praticante (e spesso nemmeno cattolico credente, visto che quello che lei chiama cattolicesimo pret a porter e' solo una forma di cristianesimo, dato che il cattolico non puo' "interpretare" in autonomia l'insegnamento di Cristo, anche se puo' disattenderlo) sia in grado di dare una "educazione cattolica" alla prole. Inoltre la conclusione che "8 italiani su 10, tra i non praticanti, considerano importante dare ai figli un'educazione cattolica" perche' "la Chiesa, il Papa... offrono 'certezze' a una società insicura. Alla ricerca di riferimenti e di valori" e' arbitraria. Nel sondaggio del 2007, infatti, agli interpellati non veniva chiesta una spiegazione. Potrei proporgliene altre, molto fondate, fra cui quella piu' plausibilmente diffusa: "cosi' fan tutti, quindi perche' fare di mio figlio un diverso? Tanto dopo potra' fare quello che vuole". Ovviamente cio' che mi interessa non e' ridimensionare il ruolo della Chiesa cattolica, ma l'aspetto dell'informazione, e - poiche' so che i suoi articoli sono molto apprezzati e io stessa li apprezzo - mi e' sembrato doveroso inviarle queste note. NOTA: queste considerazioni sono state inviate, per correttezza, direttamente al prof. Ilvo Diamanti. Qui si aggiunge che nell'articolo la frase "una larghissima maggioranza delle famiglie destina l'8 per mille del proprio reddito alla Chiesa cattolica" presenta anche un errore: non si tratta naturalmente dell'8 per mille del reddito ma dell'8 per mille dell'imposta sul reddito, il che comporta una differenza sia numerica che sostanziale non indifferente. * presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus ___________ NB:
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