16 marzo 2009

 
     

Per non dimenticare Halabja
di Shorsh Surme*

Oggi, 16 marzo, il popolo curdo celebra 21° anniversario del bombardamento con le armi chimiche la cittadina curda di Halabja, nella provincia di Sulaimanya: nel giro di mezz'ora morirono più di 5000 persone.

L'Occidente allora si limitò a una timida manifestazione nei confronti di Saddam, nonostante questi avesse palesemente agito contro i diritti umani usando un'arma bandita dalla convenzione di Ginevra nel 1925.

Alla fine di marzo del 1988 l'opinione pubblica internazionale è venuta a conoscenza, grazie a videocassette clandestine e fortunosamente giunte in occidente, del massacro perpetrato attraverso le armi chimiche nella cittadina di Halabja: uomini, donne, bambini, vecchi morirono tra spasmi atroci a causa dei gas tossici.

La città si svuotò, numerosi tra i suoi abitanti trovarono rifugio in Iran: Halabja è ancora oggi una città ferita, come numerosi altri villaggi. I Curdi ricordano questa data e quei morti innocenti massacrati dal deposto regime di Saddam Hussein.

Il problema delle armi chimiche rimane ancora una questione da risolvere, dato che molti paesi del terzo mondo possiedono questa arma micidiale anche grazie alle tecnologie dell'Occidente.

Gli agenti chimici usati sulla città di Halabja erano un "cocktail" di iprite (dannosa per la pelle, gli occhi e le membrane dell'apparato respiratorio) e di gas asfissianti nervini denominati "sarin", "tabun" e "VX". I veleni chimici impregnarono la pelle e gli abiti della gente, ne attaccarono le vie respiratorie e gli occhi, e contaminarono acqua e cibo.

Molte persone caddero uccise all'istante, lì dove si trovavano in quel momento, prime vittime dell'attacco. Molti furono trasportati immediatamente negli Stati Uniti, in Europa o in Iran per essere curati.

Per quel massacro l'Alta Corte penale irachena ha inflitto la pena capitale nei confronti di Ali Hassan al-Majid, Cugino di Saddam ex capo del comando del nord del partito Baath, dell'ex ministro della difesa Sultan Hashim Ahmad al-Taï e dell'ex vice direttore delle operazioni delle forze armate Hussein Rashid Mohammed.

Ali il chimico è stato giudicato colpevole di genocidio, di crimini contro l'umanità e di crimini di guerra per avere ordinato all'esercito e ai servizi di sicurezza di utilizzare armi chimiche contro la popolazione curda.

Dopo queste atrocità, dobbiamo andare al di là della memoria e assicurarci che le nuove generazioni conoscano questa storia per un futuro migliore.

* giornalista curdo-iracheno

Speciale pace

Speciale diritti

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