04 febbraio 2009

 
     

Cercasi fiducia , ma come ?
di Rodolfo Roselli*

In questo momento da ogni parte vi sono personaggi che si sbracciano nel chiedere fiducia ai cittadini, perché loro sarebbero capaci di risanare il mercato. Ma avere fiducia, sia in generale che in questi individui, è ben difficile, per il semplice motivo che la fiducia si conquista, non si regala.

La fiducia la conquistano facilmente quelle persone che dimostrano con i fatti di rispettare le regole del gioco, e rispettare le regole del gioco significa che chi sbaglia deve pagare, senza scuse, senza eccezioni, senza sconti, senza ripensamenti. In Italia i signori che incitano gli altri ad aver fiducia, non hanno nessun titolo per farlo perché i loro trascorsi non sono inquietanti, ma sono pessimi.

Negli Stati Uniti chi froda in borsa come ha fatto John Rigas padrone della Adelphia Communication, prende solo 15 anni di carcere, perché ottantaduenne, e suo figlio 20. L'ex amministratore delegato della Enron per la sua bancarotta ha preso 24 anni di galera, il capo della World-Com per la stessa ragione ne ha presi 25. I processi per queste persone sono durati al massimo 4 anni ed oggi sono tutti regolarmente in galera e non agli arresti domiciliari.

Da noi questo tipo di galera per reati finanziari non l'ha mai visto nessuno, e tutto questo non è un fenomeno di oggi, ma direi storico. La galera non la fecero Bernardo Tanlongo e i suoi complici all'epoca dello scandalo della Banca Romana perché misteriosamente sparirono tutti i documenti chiave, non la fecero i colpevoli dello scandalo del Banco di Sicilia, ove chi denunciò il fatto, il senatore Emmanuele Notarbartolo, fu assassinato, non la fece Giuffrè, il banchiere di Dio grazie all'appoggio della Democrazia Cristiana e della Chiesa e addirittura finì assolto.

E non la faranno oggi né Sergio Cagnotti e neppure Giampiero Fiorani e Calisto Tanzi, e a nessuno saranno messe le manette, come invece è accaduto fino ad oggi a 287 persone arrestate negli Stati Uniti per lo scandalo dei titoli subprime. Se poi qualcuno di questi salvatori della patria dovesse essere escluso dal giro del potere, sarà sempre sufficiente fare una leggina o un provvedimento ad hoc per farlo ritornare in pista.

E'accaduto al giudice Carnevale che non solo diede del cretino a Giovanni Falcone ma affermò che "certi morti io non li rispetto". Questo giudice detto "l'ammazzasentenze" finito in pensione per concorso in associazione mafiosa, oggi beneficia di una legge fatta per lui , che non solo lo reintegra nella magistratura, ma ottiene il posto di presidente di sezione civile della Suprema corte, salvo ulteriori future promozioni.

Un altro ripescaggio in massa di persone "eccellenti" che per vari motivi era confinate nell'ombra è avvenuto recentemente. E così Cirino Pomicino travolto dal terremoto del 1994 di Tangentopoli, ministro del bilancio del CAF, nel 2004 è ritornato nel Parlamento Europeo, aiutato da Clemente Mastella, nel 2006 è rientrato a Montecitorio nella lista del nuovo PSI, nel 2008 nominato presidente di un comitato di Palazzo Chigi chiamato Comitato tecnico scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato, in compagnia di Giancarlo Moncaldo, fedelissimo del governatore Antonio Fazio, e altri. Un comitato che avrebbe il compito di coordinare i servizi di controllo dei ministeri, dunque di una importanza notevole, naturalmente se tutto questo fosse una cosa seria.

Questo il passato, ma esaminiamo quello che accade oggi al forum di Davos. Questo forum fondato nel 1971 da Klaus Schwab, un professore tedesco con un dottorato in ingegneria ed economia, voleva essere un luogo d'incontro per il mondo degli affari, una fiera del denaro ad altissimi livelli. La globalizzazione ha trasformato il luogo d'incontro annuale di una congrega di menti eccelse ove si discute del futuro dell'economia mondiale, confrontando e verificando idee rivoluzionarie, insomma un supermercato dei volti celebri. E anche i no-global che durante la giornata manifestavano con i piedi nella neve davanti a McDonald, la sera si ritrovavano ai cocktail sponsorizzati dai pro-global, e cioè dalle industrie farmaceutiche o le grandi catene alimentari. E si sosteneva che non si trattassea di una contraddizione, ma avesse il fine di essere lo specchio del mondo.

In questa passerella si superstar mondiali figurano 41 capi di stato, 50 ministri, 1400 amministratori delegati, alti dirigenti delle più grandi multinazionali, professori e Nobel di primo piano, in tutto circa 2500 personalità e per l'Italia il ministro del tesoro Giulio Tremonti e il governatore di Bankitalia Mario Draghi. Non ci sarà Silvio Berlusconi perché ha affermato che lui è un protagonista e non una comparsa, con immaginabile soddisfazione, perlomeno, dei rappresentanti italiani.

Nessuno di questi è una faccia nuova rispetto ad un anno fa. Il Forum Mondiale dell'economia a Davos, oggi come ieri, raccoglie gli stessi responsabili di aver rovinato il mondo con i titoli truffa per un importo di molti miliardi di dollari, una cifra ancora segreta, sono gli stessi personaggi che si sono liquidati prebende per milioni di dollari ciascuno, e si sono riuniti non per rimediare con le loro risorse al male fatto ma per chiedere sacrifici e rinunce alla gente, perché si devono dare soldi alle imprese e alle banche, che in passato non hanno mai dato soldi a nessuno…anzi!

Non si arriverà ad alcuna conclusione, anzi non solo tutte le riunioni non emettono né comunicati e neppure indiscrezioni, perché tutto è segreto, ma dai discorsi pubblici fatti si è avuta la sensazione che quasi tutti oggi non sappiano 'che pesci pigliare', e l'unica idea certa è che devono rastrellare denaro da qualunque parte sia possibile.

Si ha il forte sospetto che il mondo sarà destinato a soffrire indigenza e fame per dare vantaggio ad una classe sociale che non mostra né pentimenti né voglia di cambiare il suo stile di vita. Tutti questi personaggi hanno ammesso che sono stati commessi errori enormi, ma li ha fatti sempre qualcun'altro del gruppo e nessuno di loro perderà un soldo, nessuno di loro perderà il posto, mentre loro hanno provocato nell'ultimo anno 25 mila miliardi di dollari di perdite dei mercati, mentre loro tra pochi mesi potrebbero far perdere il posto a 30 milioni di lavoratori.

Ma tutto questo poco importa a questi personaggi che hanno patrimoni personali di alcuni miliardi di dollari. Chi arriva a Davos arriva con jet privati, che infatti affollano l'aereoporto di Ginevra, con schiere di guardaspalle e che non mancano di godere della lussuosa accoglienza della città svizzera delle vacanze dei VIP. Sono stati però accolti da centinaia di manifestanti che hanno protestato nel centro di Ginevra contro il forum di Davos e per la prima volta dopo 35 anni questa manifestazione era stata proibita dalla polizia svizzera, e per la prima volta sono state fermate 60 persone.

Sono gli stessi "grandi" che un anno fa nella stessa sede ci facevano credere che tutto andava bene, che non sussistevano problemi, e che oggi affermano che tutto va male e che bisogna prendere soldi dai nostri portafogli, ma non dai loro. E siate certi che lo faranno, perché hanno in progetto di ridurre drasticamente in tutti i paesi i fondi per la sanità e per le pensioni.

Non avrebbero alcun diritto di mettere le mani su tutto questo, perché questi servizi sono stati finanziati dagli stessi lavoratori con tasse pagate fino all'ultimo soldo e accantonamenti previdenziali, e quindi costituiscono un'inalienabile proprietà dei pensionati, essendo di fatto del salario differito. Ma a questi signori servono soldi, la Confindustria chiede 8 miliardi di euro per le aziende che, da almeno un decennio hanno assorbito oltre il dieci per cento del reddito da lavoro, andato a finire nei loro conti miliardari. Vogliono soldi per le banche, che sono talmente poco fiduciose tra loro, da non prestarsi reciprocamente più soldi. Una ricetta che, per salvare i ricchi di serie A, deve affondare i lavoratori e pensionati.

I fondi pensione integrativi, alimentati da tutto il TFR, almeno per la parte che hanno potuto estorcere, sono ormai diventati carta straccia, con buona pace di tutti coloro che volevano cancellare il TFR, sindacati compresi. Tuttavia nessuno parla degli emolumenti dei manager del settore pubblico e dei parlamentari, che in Italia sono fissati in modo sconcertante rispetto alla media delle retribuzioni del paese e che l'anno scorso sono riusciti a far aumentare di circa il 20%.

A Davos dunque, niente autocritiche sulla rapina mondiale, niente individuazione dei responsabili, non punizioni ma impunità, premi, riconferme. Il quadro che ne consegue dimostra quanto sia falso definire "grandi" questi individui che oggi appaiono disorientati, incapaci di trovare soluzioni e diffidenti e sfiduciati tra di loro. E allora mettetevi al posto dei risparmiatori rovinati, degli operai disoccupati, di coloro che perderanno la loro abitazione e domandate loro di avere ancora fiducia, in chi e in che cosa, sarebbe un mistero.

Forse tutti questi poveri malcapitati, per tornare a credere nei mercati e nelle istituzioni dovrebbero prima tornare a credere nella giustizia, se questa fosse in grado di dimostrare di saper applicare senza eccezioni la tolleranza zero. Ma fino ad oggi e per tutto quello che è avvenuto, la massima tolleranza è stata applicata solo ai ladri.

* intervento su Radio Gamma 5 del 04.02.2009

Speciale mani pulite

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