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08 gennaio 2009
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Giustizia
USA : Obama nomina quattro mastini dei diritti Un taglio netto con l'amministrazione della giustizia stile Bush. Obama sembra fare sul serio, ed ha realizzato una squadra tutta nuova. Dopo il nome - apparso il mese scorso - di Eric H. Holder Jr. come ministro della giustizia, Obama ha detto di voler nominare David W. Ogden, un avvocato libero professionista di Washington, come vice procuratore generale, Elena Kagan, preside della Harvard Law School, come avvocato generale, Thomas J. Perrelli, un altro avvocato di Washington, come assistente avvocato generale e Dawn E. Johnsen, un professore di diritto all'Universita' dell'Indiana, a capo dell'Ufficio del consulente giuridico. I quattro hanno gia' rivestito importanti ruoli nell'amministrazione Clinton. Obama, annunciando le sue quattro nuove scelte, lunedi', ha detto, "Ho la massima fiducia che faranno in modo che il Dipartimento di giustizia, ancora una volta, compia il suo scopo: difendere la Costituzione e proteggere il popolo americano". Il New York Times fa notare come, mentre molti altri dipartimenti di Obama hanno assunto un carattere decisamente centrista, queste scelte per il Dipartimento di Giustizia dimostrano un notevole sforzo di allontamento dalla politica di George Bush, le cui controverse politiche e tattiche di interrogatorio saranno presto oggetto di verifica. Ad esempio, la Johnsen, non tenta nemmeno di nascondere il suo disprezzo per le recenti iniziative antiterrorismo ed ha anzi scritto lo scorso anno un articolo di commento su una rivista giuridica dal titolo: "Cosa fa il Presidente: l'interpretazione della Costituzione sulla scia degli abusi dell'amministrazione Bush", ha criticato l'"inutile unilateralismo" degli anni di Bush e programmi come lo spionaggio segreto sulle comunicazioni dei cittadini americani che il presidente uscente ha consentiti alla National Security Agency senza autorizzazione giudiziaria, nonche' l'approvazione - da parte dell'amministrazione Bush - del waterboarding, l'annegamento simulato, per i sospetti complici di Al Qaeda. Anche Holder, la cui nomina sara' esaminata per la conferma dalla competente Commissione del Senato il 15 gennaio, e' stato molto critico su molte di queste stesse politiche, chiamandole "inutilmente abusive ed illegali" e lo stesso Obama aveva criticato il programma di intercettazioni segrete di Bush, che peraltro anche i tribunali stanno bollando come illegale. Proprio lunedi', un giudice distrettuale federale di San Francisco ha respinto le argomentazioni del dipartimento della giustizia contro le accuse di una organizzazione islamica ormai chiusa che sosteneva di avere le prove delle intercettazioni realizzate illegalmente sulle sue conversazioni con i suoi associati in Medio Oriente. Tuttavia, anche se Obama ha condannato il programma lo scorso anno e ha minacciato di creare una cordata in Senato per bloccare un progetto di legge per la tutela delle compagnie telefoniche che hanno preso parte alle intercettazioni, ha poi votato a favore del provvedimento. Per questo molti attendono di vedere cosa, concretamente, il nuovo presidente fara' nel campo della giustizia e dei diritti civili. Le ultime nomine sembrano lasciare adito a pochi dubbi ai difensori dei diritti civili, anche se al commento entusiastico del senatore Patrick J. Leahy, democratico e presidente della commissione della magistratura, il quale ha detto che le persone scelte da Obama sono "eccellenti giuristi, con una esperienza profonda", il senatore Lamar Smith, repubblicano e membro della stessa commissione - pur ritenendo i quattro "ben qualificati" per incarichi al Dipartimento di Giustizia dei nominati da Obama - ha espresso preoccupazione per la loro mancanza di esperienza nel campo della sicurezza nazionale, in un mondo post 11 settembre. Per alcuni, probabilmente, una garanzia che i diritti civili saranno considerati prioritari. * si ringrazia Claudio Giusti ___________ NB:
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