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01 gennaio 2009
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Anniversari
2008 Erano molti, fra quelli che finiscono per otto, gli anni da ricordare, ma la retorica che ha accompagnato l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale (che qualcuno chiama vittoria) mi è sembrata fuori luogo. In particolare mi ha infastidito il compiacimento con cui gli storici della domenica hanno giustificato migliaia di fucilazioni e decimazioni. Comunque non riesco proprio a glorificare il martirio di 700.000 ragazzi mandati al massacro da una banda di incompetenti incapaci: per non parlare del calvario del milione tornato a casa cieco, pazzo, senza braccia, senza gambe. Leo Longanesi diceva che dobbiamo avere più paura delle facce che delle idee, ma, fisiognomica lombrosiana a parte, fra i nostri governanti c'è chi del plotone d'esecuzione ha fatto il panegirico: come se al Gianicolo, Guadalajara e Porta San Paolo gli italiani si fossero battuti perché minacciati di fucilazione. * membro del Comitato scientifico dell'Osservatorio ___________ NB:
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