01 gennaio 2009

 
     

Anniversari 2008
di Claudio Giusti*

Erano molti, fra quelli che finiscono per otto, gli anni da ricordare, ma la retorica che ha accompagnato l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale (che qualcuno chiama vittoria) mi è sembrata fuori luogo.

In particolare mi ha infastidito il compiacimento con cui gli storici della domenica hanno giustificato migliaia di fucilazioni e decimazioni.

Comunque non riesco proprio a glorificare il martirio di 700.000 ragazzi mandati al massacro da una banda di incompetenti incapaci: per non parlare del calvario del milione tornato a casa cieco, pazzo, senza braccia, senza gambe.

Leo Longanesi diceva che dobbiamo avere più paura delle facce che delle idee, ma, fisiognomica lombrosiana a parte, fra i nostri governanti c'è chi del plotone d'esecuzione ha fatto il panegirico: come se al Gianicolo, Guadalajara e Porta San Paolo gli italiani si fossero battuti perché minacciati di fucilazione.

* membro del Comitato scientifico dell'Osservatorio

Speciale pace

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