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03 novembre 2008
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Intercettazioni
: cronisti consegnano ai Prefetti lettera sul ddl Alfano Oggi in tutta Italia i cronisti hanno consegnato ai Prefetti un documento in difesa della libertà d’informazione e del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati in modo corretto, compiuto e tempestivo chiedendo loro di trasmetterlo al Governo. E’ un’altra delle iniziative realizzate dall’Unci per protestare contro il ddl sulle intercettazioni e per “lanciare” la manifestazione di mercoledì 5 a Roma, dalle 10 al Teatro Capranichetta e dalle 13 in piazza Monte Citorio, di tutto il giornalismo italiano contro i palesi tentativi – come scrive la Fnsi nella sua presentazione – di ridurre lo spazio costituzionalmente riconosciuto dell’attività giornalistica. Nel documento consegnato ai Prefetti l’Unci ribadisce che il ddl Alfano nei fatti impedirebbe qualsiasi informazione giudiziaria fino all’udienza preliminare del processo attuando un “segreto tombale di tipo staliniano” come l’ha definito il Procuratore Generale di Venezia. Per tutelare la privacy delle persone estranee alle indagini l’Unci sostiene che la strada giusta è quella di disporre che il Gip non inserisca più le trascrizioni delle loro intercettazioni telefoniche nell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare. Ma ecco il testo della lettera: "Signor Prefetto, mercoledì 5 novembre, si celebra in tutta Europa "Stand up for Journalism", manifestazione, promossa dalle Federazioni Europea e Internazionale dei giornalisti, che si svolge annualmente per affermare la dignità del giornalismo e la libertà di informazione. Libertà che in Italia si sta mettendo seriamente a rischio. I cronisti, come tutti i giornalisti italiani, sono contrari al disegno di legge sulle intercettazioni del Governo in discussione alla Camera e proprio in questa giornata vogliono ribadire la necessità di modificarne il testo. A Roma tutti gli organismi rappresentativi del giornalismo italiano - Federazione Nazionale della Stampa, Associazioni Regionali, Unione Cronisti, Usigrai, Ordine nazionale e Ordini regionali dei Giornalisti, Inpgi, Casagit - assieme a centinaia di colleghi ed esponenti del mondo sindacale e delle forze sociali, si riuniscono in Piazza Monte Citorio, davanti alla Camera dei Deputati, per riaffermare il valore fondamentale della libertà di stampa e del diritto-dovere di cronaca dei giornalisti di informare i cittadini secondo verità e coscienza su ciò che accade nel Paese. In particolare la proposta di disegno di legge del governo si configura come una forte limitazione della libertà di stampa e in pratica cancella ogni possibilità di cronaca giudiziaria. Sui 18 articoli solo 3 riguardano le intercettazioni mentre per gli altri 15 si dettano norme per impedire la pubblicazione di atti giudiziari non vincolati da segreto. L’attuale testo del ddl si richiama strumentalmente all’esigenza di difendere la privacy delle persone non coinvolte nelle indagini. In realtà impedisce qualsiasi informazione giudiziaria fino all’udienza preliminare del processo. Il che significa l'impossibilità di informare sulle inchieste giudiziarie per diversi anni. Una situazione che lederebbe irreparabilmente il diritto-dovere di cronaca. Quanto alla privacy i cronisti conoscono perfettamente i criteri di tutela delle persone – tra l’altro contenuti nelle Carte e nel Codice deontologico che i giornalisti italiani si sono dati - in particolare di chi è al centro di fatti di cronaca come vittima, o come minore, o comunque come soggetto che ha diritto alla protezione dei suoi dati sensibili. Nella sostanza tutto questo si configura come una violazione del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati oltre che una violazione della libertà di stampa. Per questo i cronisti italiani chiedono modifiche sostanziali al ddl e continueranno a mobilitarsi contro ogni proposta che limiti la libertà di stampa. L’Unci ha inviato alla Presidente della Commissione Giustizia della Camera un parere scritto (allegato), contenente le proposte di modifica all’articolato, secondo noi indispensabili per garantire il rispetto del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati in modo completo, compiuto e tempestivo. Un parere che tiene conto del fatto che non si può ignorare come la pubblicazione delle grandi inchieste abbia coinvolto episodicamente anche terze persone estranee, e fatti non pertinenti. Così come, va riconosciuto il comportamento anomalo di alcune frange dei media, responsabili, quantomeno di violazioni alla deontologia professionale. In ogni modo per limitare gli abusi senza alterare l’equilibrio delicatissimo tra diritti individuali e diritti costituzionali appare sufficiente intervenire sulla disciplina di produzione degli atti prima del loro deposito al fine di tutelare le persone estranee all'indagine. Pertanto è del tutto condivisibile la prospettata modifica dell’art. 292 cpp, laddove si prevede che il Gip non possa più inserire la trascrizione delle intercettazioni telefoniche nell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare. La invitiamo a far presente questa iniziativa alla Presidenza del Consiglio e al sig. Ministro della Giustizia. Ringraziando per l’attenzione, La salutiamo cordialmente. ___________ NB:
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