19 settembre 2008

 
     

Infrastrutture TLC : poca concorrenza e premi ai colpevoli
di osservatoriosullagalita.org

"Ci stupiscono le recenti dichiarazioni di Calabrò che dopo oltre 3 anni di presidenza dell'Authority pare accorgersi solo oggi della grave situazione debitoria di Telecom priva di 'un cash flow sufficiente' agli investimenti nelle NGN". E' il commento di Assoprovider che sottolinea la ricaduta sulle tasche dei cittadini e sulla mancanza di concorrenza del ritardo italiano sulle infrastrutture TLC.

L'associazione degli operatori delle telecomunicazioni si chiede dove fosse l'Agcom "quando Telecom ha ceduto assets importanti, quali le centrali, in cui sono custoditi i doppini e i macchinari della rete più importante del Paese, costringendosi al pagamento di un affitto annuo da 38 milioni di euro e trasformandosi così da società indebitata a mostruosamente indebitata. E Telefonica? Forse non conosceva la situazione economica di Telecom prima di acquistarla? Non sapeva che la separazione era chiesta a gran voce da tutti compresa l'Authority?".

Ridpondendo al paragone effettuato dal presidente dell'Autorita' per le comunicazioni con l'Inghilterra, Assoprovider nota che tuttavia "British Telecom detiene meno del 30% del mercato; semmai abbiamo il primato per i costi amministrativi, le multe, i comportamenti scorretti, la pubblicità ingannevole, etc" e chiede le stesse condizioni di accesso alle imprese, condizioni ottenibili con la rimodulazione dei diritti amministrativi "secondo un criterio progressivo come indicato nell'emendamento al decreto 112 proposto in modo bipartisan dagli On. Ventucci (PdL) e Ciccanti (UDC). Un provvedimento in tal senso sarebbe a costo ZERO per lo Stato e consentirebbe alle imprese di investire in infrastrutture in fibra ma anche in Radio senza inutili ed esose barriere di ingresso".

"Crediamo importante - conclude Assoprovider - far passare il principio per cui, in caso di finanziamenti pubblici o altre agevolazioni il cui costo ricada sulla collettività, ci debba essere lo stesso diritto di accesso alle infrastrutture da parte di tutti i players presenti sul mercato attraverso listini wholesale. Crediamo infine sia necessario vigilare attentamente sulla trasparenza e congruità economica dell'esecuzione di tali infrastrutture assegnando un ruolo di supervisione alle associazioni di categoria del settore. Solo così si potranno garantire e individuare aree di intervento rispondenti alle esigenze della collettività e non agli interessi di uno specifico operatore".

Speciale mani pulite

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