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03 settembre 2008
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Dalla
Chiesa : il ricordo di Napolitano L'adesione del Prefetto Dalla Chiesa "ai valori della Costituzione e il rigoroso impegno civile e morale nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata hanno costituito un essenziale punto di riferimento per l'intera comunità nazionale". Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato al Prefetto di Palermo, dott. Giancarlo Trevisone, in occasione dell'anniversario dlla strage mafiosa che vide vittime il generale antimafia, la moglie e la scorta. "A ventisei anni dall'agguato di via Carini a Palermo, ricordo con immutata commozione il Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e il coraggioso agente di scorta Domenico Russo, vittime di un barbaro atto di violenza eversiva che intendeva affermare il predominio del potere criminale mafioso sulle leggi dello Stato e minare le basi della civile convivenza", ha scritto il presidente. "Il tremendo e vile attentato colpì un servitore dello Stato che, per la sua profonda adesione ai valori della Costituzione e per il rigoroso impegno civile e morale nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, ha costituito un essenziale punto di riferimento per l'intera comunità nazionale e, in particolare, per tutti coloro che avevano potuto quotidianamente apprezzarne la ferrea determinazione e la capacità di adottare innovativi metodi di investigazione" ha aggiunto il Capo dello Stato. Esprimendo infine ai familiari del Generale Dalla Chiesa, della sua consorte e dell'agente Russo le espressioni di affettuosa vicinanza e di solidale partecipazione, il presidente Napolitano ha concluso che "L'impegno delle istituzioni e la reazione della società civile hanno permesso di ottenere significativi successi nella lotta alle organizzazioni mafiose: quell'impegno e quella reazione devono continuare con pari intensità, traendo forza dall'esempio e dalla memoria di quanti hanno saputo servire gli interessi della collettività fino al sacrificio della vita". Nato a Saluzzo, in Piemonte, il 27 settembre 1920, giovane Carabiniere matura la sua esperienza sulla mafia mentre e' di stanza in Sicilia prima come capitano alla fine della guerra e poi tornandoci come colonnello al comando della legione di Palermo negli anni '60-'70. Negli anni '70 e' generale a Torino e si occupa di terrorismo impegnandosi nella lotta alle Brigate Rosse, di cui arresta i capi storici. Nel 1982 viene nominato Prefetto di Palermo proprio quando c'e' un momento di recrudescenza di omicidi e lupare bianche ma soprattutto cresce la connivenza dei mafiosi con uomini delle istituzioni. E' proprio Dalla Chiesa a lanciare un'indagine sui registri di battesimo e nozze per vedere quali politici abbiano presenziato a tali cerimonie di famiglie mafiose e fa controllare le voci di pranzi di ex-ministri con boss mafiosi, facendo verificare dalla Finanza 3.000 patrimoni. Forse proprio per questo e' piu' pericoloso. Il 3 settembre 1982 Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti-Carraro vengono abbattuti da trenta colpi di Kalashnikov mentre altri spari uccidono l'agente di scorta, Domenico Russo. ___________ NB:
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