10 maggio 2008

 
     

Gibuti lavora con ONU contro mutilazione genitale femminile
di Tara Fernandez

Gibuti e' il primo Paese del mondo a lanciare in programma coordinato con le Nazioni Unite per agire in modo rapido al fine di eliminare la mutilazione genitale femminile. Il programma - condotto dall'UNICEF e dal Fondo Mondiale per la popolazione - prende corpo in un Paese dove circa 9 bambine su 10 sono sottoposte all'inumano trattamento.

La firts lady di Gibuti, Kadra Mahamoud Haïd, che ha lanciato ufficialmente il programma, ha detto che e' "una strada verso il progresso sociale, uno strumento base verso la pienezza dei diritti umani, soprattutto per l'integrita' e la dignita' delle donne e delle ragazze". Ha aggiunto poi che, dato che la mutilazione genitale femminile e' una violenza di genere, il governo di Gibuti ha realizzato meccanismi legali ed istituzionali per eradicare la violenza".

Uno studio dell'OMS in sei Paesei africani ha rilevato che le donne sottoposte a mutilazione genitale femminile hanno rischi molto piu' alti di estese emorragie, travaglio prolungato e morte durante il parto. L'UNICEF stima che circa 3 milioni di ragazze sono a rischio di MGF ogni anno.

Il programma dell'agenzia ONU - con l'apposito fondo - mira ad accelerare l'abbandono di questa pratica sanguinaria con la collaborazione di governi, donatori, fondazioni, media e leader religiosi.

Speciale diritti

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Mutilazioni genitali femminili