28 aprile 2008

 
     

Farmacie : il Consiglio di Stato chiede il parere della Corte UE
di osservatoriosullalegalita.org

Il Consiglio di Stato ha richiesto il giudizio della Corte di Giustizia di Bruxelles sulle norme relative all’apertura delle farmacie.

Il provvedimento, depositato nei giorni scorsi presso la quinta Sezione, investe in via pregiudiziale la Corte di Giustizia di Bruxelles per una causa che vede contrapposti un titolare di farmacia contro il proprio Comune e la regione Lombardia. L’azione legale era stata promossa dal farmacista che, proprietario dell’unica farmacia del comune, si opponeva all’apertura di una nuova sede farmaceutica autorizzata in deroga al principio della popolazione.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti - , che gia' aveva presentato numerosi ricorsi alla Commissione Europea, petizioni e cercato di sensibilizzare gli organismi europei - registra con soddisfazione l’ordinanza del Consiglio di Stato. L’importanza di tale rinvio - sottolinea l'organizzazione dei Farmacisti non titolari - risiede nel fatto che, per la prima volta, un massimo Collegio giurisdizionale, rimette alla Corte di Giustizia la materia sollevando la questione, non già in termini di congruità con le norme UE della concorrenza, ma proprio con quelle riferite alla tutela della salute pubblica e dei diritti dei consumatori (articoli 151, 152, 153 del trattato CE): "Lo stesso tema, quello della salute pubblica utilizzato costantemente dai titolari di farmacia per giustificare, invece, i privilegi e la propria riserva".

Si legge nell’ordinanza che "… il vincolo dei tremila metri per l’apertura di nuove sedi farmaceutiche è solo diretto a preservare la costanza degli utili di gestione, a prescindere dall’efficienza e dall’efficacia delle modalità con le quali il servizio viene reso". IL MNLF sottolinea che in questo passaggio si ribadiscono alcune argomentazioni più volte evidenziate dall’Antitrust e costantemente ribadite dal Movimento dei liberi farmacisti.

"La 'sproporzione', termine usato dallo stesso Consiglio di Stato, tra le norme italiane in fatto d’apertura di nuove farmacie e l’obiettivo della tutela della salute pubblica è giustificato solo dall’interesse che, una legislazione autoreferenziale ha, di difendere gli interessi delle farmacie piuttosto che quelli dei cittadini, cittadini spesso costretti a spostamenti poco agevoli nella ricerca dei farmaci necessari alle proprie cure" conclude il Movimento dei liberi farmacisti promettendo di sostenere i rilievi esposti dall’ordinanza del Consiglio di Stato e sottolineando di essere già impegnato in un’opera di sensibilizzazione degli organismi comunitari.

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