21 aprile 2008

 
     

Internet : linea tagliata a chi viola il copyright ? No degli addetti ai lavori
di osservatoriosullalegalita.org

Il presidente della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), Enzo Mazza, ha reso noto qualche giorno fa di voler lavorare con il nuovo governo ad una proposta secondo cui per tutelare il diritto d'autore i provider dovrebbero tagliare la linea ai clienti che abbiano commesso tre infrazioni. Tale proposta, allo studio anche in Francia e in altri Paesi, trova resistenze e critiche da parte degli addetti ai lavori del settore e ai difensori dei diritti civili.

L'Assoprovider denuncia l’ennesimo tentativo da parte di enti a difesa del diritto d’autore di attribuire agli Internet Provider il ruolo di “poliziotti della rete” e segnala al presidente della FIMI che "gli ISP sono solo dei trasportatori di bit e nessun trasportatore si pone il problema se il destinatario della merce pagherà o meno il mittente e cessa di fare consegne solo per chi non paga il trasporto".

"Anche volendo prendersi carico delle problematiche l'unico risultato ottenuto sarebbe il cambio di trasportatore da parte del cliente. Quindi il passo successivo quale sarà? L'istituzione del registro dei clienti 'inaccettabili'?! - commenta l'organizzazione degli Internet Provider - Ancor più grave è il fatto che questi soggetti, cosi ligi alla legge quando invocano la protezione dei propri diritti, si dimentichino sistematicamente delle altre leggi a tutela dei cittadini e si dimentichino che non esiste nessun ambito nel quale un entità privata applichi sanzioni conto terzi senza che queste siano state erogate dai poteri dello Stato a ciò preposti".

"Ci pare che non vi sia alcuna voglia di spendere le risorse personali (nemmeno quelle intellettuali) per capire come risolvere il proprio problema ma solo trovare una strada facile che tuteli integralmente interessi particolari con i costi sulle spalle di tutti tranne che le proprie" conclude Assoprovider, sottolineando che continuerà ad opporsi ad ogni tentativo di attribuire funzioni di controllo sull’operato degli Utenti della Rete, rifiutando ogni ruolo di 'Poliziotti della Rete', "ruolo che non è proprio di aziende private e a cui NON deve essere attribuito".

Anche l'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus si schiera contro ogni eventuale tentativo di delegare a privati cio' che e' competenza dell'autorita' giudiziaria. "Gli Internet Provider - sottolinea il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma - sono dei tecnici e non hanno competenze giuridiche per fare valutazioni sul diritto d'autore o su altri aspetti, come i limiti della diffamazione".

"Fanno bene Assoprovider ed altri esponenti dei servizi Internet ad opporsi ad un eventuale ruolo di cyberpoliziotti od altri ruoli in cui ai fornitori di servizi sia chiesto di intervenire sui diritti costituzionalmente garantiti - come quelli della privacy e della liberta' di espressione senza che vi sia un provvedimento esecutivo di un organo giudiziario. Filtrare i contenuti internet e' infatti una sorta di intercettazione, mentre il taglio della linea impedisce anche di comunicare o informarsi tramite la rete".

"L'Osservatorio sulla legalita' e' contrario ad una interpretazione ampia di diritto all'informazione ed alla condivisione della cultura che pretenda di abolire e/o violare il diritto d'autore - sottolinea Guma - ma vi sono confini che non possono essere valicati, in uno Stato di diritto: uno di questi e' che sono i Tribunali ad irrogare le sanzioni e le interdizioni. Certo anche sul fronte legislativo occorre alzare il livello di guardia, visto che il prossimo governo (e parlamento) sara' guidato da un esponente dell'industria cinematografica".

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