14 aprile 2008

 
     

Israele : Carter irisponde alle critiche per incontro con Hamas
di Mauro W. Giannini

Secondo l'ex presidente degli Stati Uniti (e premio Nobel per la pace) Jimmy Carter, giunto in Israele domenica, Tel Aviv dovrebbe dialogare con tutti, comprese Hamas e Al Fatah, ma i dirigenti israeliani rispondono di non essere disponibili.

Carter ha anche respinto le critiche per il suo previsto incontro con il leader di Hamas, Khaled Meshal, affermando che nessuno dell'amministrazione USA ha tentato di dissuaderlo dal tenere incontri con chicchessia e che Washington e' al corrente del suo programma. Secondo Carter, la pace non puo' essere raggiunta senza parlare con tutte le persone, ed ha detto di usare l'incontro per promuovere gli sforzi per liberare Gilad Shalit e per scoprire il destino dei soldati Eldad Regev e Ehud Goldwasser.

L'ex presidente USA ha detto domenica al quotidiano israeliano Haaretz di voler verificare la volonta' di Meshal di accettare l'iniziativa di pace della Lega Araba. Egli sostiene che l'accettazione del piano da parte di Hamas sarebbe un passo molto positivo ed ha aggiunto che ignorare un grande segmento del popolo palestinese renderebbe impossibile raggiungere la pace.

Riguardo al fatto che il primo ministro ed il leader dell'opposizione non abbiano voluto incontrarlo, l'ex presidente USA ha detto che in una dittatura vale il pensiero del dittatore, ma che in una democrazia come Israele c'e' una pluralita' di opinioni e che essa controbilancia la delusione dell'atteggiamento di vertici del Paese. Carter ha detto che il maggiore obiettivo della sua politica estera e' stata la pace in Medio Oriente e che egli ha sempre avuto a cuore la sicurezza di Israele.

Sulle dichiarazioni critiche dei candidati presidenziali riguardo ai contatti con Hamas, Carter ha detto di comprendere le pressioni su di loro e di perdonarli.

Speciale pace

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