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24 marzo 2008
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Inchieste
di guerra e film violenti provocano stress posttraumatico La copertura televisiva delle zone dove si verificano guerre, terrore e atrocita' stanno innescando problemi da stress post-traumatico in un numero crescente di persone. Non solo ex-soldati, ma semplici civili soffrono di attacchi di PTSD e le persone la cui salute mentale e' piu' rischio potrebbero essere quelle con situazioni familiari di disagio o violenza. Lo affermano alcuni studi delle cui conclusioni ha dato notizia il Sunday Post. I sintomi di PTSD includono flashback - "come un film muto in testa che non puņ essere spento" - attacchi di panico, paura, bassa autostima, insonnia, incubi e paralisi fisica e mentale. Scene troppo sanguinarie hanno provocato sintomi in veterani anche anni dopo aver lasciato il servizio, ma sono stati registrati casi di PSTD provocati in ex combattenti dalle immagini televisive dei violenti disordini in Kenya e ancor prima dalla copertura degli eventi in Iraq - maltrattamenti di prigionieri o uccisioni di soldati nemici - che hanno suscitato memorie dolorose per i soldati britannici che hanno prestato servizio in Bosnia, Kosovo, Irlanda del Nord o nell'emergenza malese. E cio' anche 30 o 50 anni dopo l'evento. Ma il problema riguarda anche i civili. Nel 1998 un sondaggio fra 2000 studenti dell'Ohio ha rilevato traumi psicologici (compresi ansia, depressione e stress post-traumatico) che aumentavano in proporzione al numero di ore di televisione guardata ogni giorno. Tuttavia sul banco degli imputati vi sono anche - secondo esperti dell'esercito britannico - i film moderni che mostrano scene particolarmente realistiche di orrore e di stragi. ___________ NB:
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