14 marzo 2008

 
     

Camorra e informazione : solidarieta' a Saviano e Capacchione
di Mauro W. Giannini

L'Unione nazionale cronisti e quella campana condannano l'inquietante episodio avvenuto, ieri, nell'aula giudiziaria dove si tiene il processo Spartacus, contro la camorra casertana.

I legali di due boss del clan dei Casalesi hanno infatti chiesto la remissione del processo a Roma perche' gli articoli dell'autore di "Gomorra" e quelli della cronista de "Il Mattino" creerebbero una situazione tale da condizionare il procedimento. Le accuse sono rivolte anche dell'ex PM della Dda di Napoli, Raffaele Cantone che come i due giornalisti si e' occupato della camorra casertana ed e' gia' stato destinatario di minacce di matrice camorristica.

"Il pesante e intimidatorio attacco rivolto alla cronista del Mattino, Rosaria Capacchione, che da anni segue le vicende delle criminalità organizzata di Terra di Lavoro, oltre che al pm Raffaele Cantone ed allo scrittore Roberto Saviano, è inaccettabile" affermano in una nota il presidente nazionale Unci, Guido Columba, e quello regionale, Renato Rocco.

"Il lavoro dei cronisti - aggiungono gli esponenti dell'informazione - non si piegherà mai ad alcun tentativo da parte della camorra di condizionare o di impedire la libertà di stampa". L'Unione cronisti si rivolge alle autorità proposte perché si ponga l'attenzione sul problema di tutela delle persone minacciate.

Anche l'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus esprime la propria solidarieta' ai giornalisti che si tenta ancora una volta di intimidire. "Adesso i colpevoli sono i giornalisti! - commenta ironicamente Alessandro Balducci, membro dei probi viri dell'associazione - La difesa degli imputati e' importante, ma e' fondamentale la liberta' di informazione e di espressione del proprio pensiero".

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