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Minori
: e' Natale per tutti ?
riceviamo e pubblichiamo
E’ accaduto
qualcosa di nuovo che può farci fermare un momento? Le notizie- si sa-quelle
vere, vanno a a finire nei cassonetti, come la carta dei regali scartati,
dopo il 25 dicembre.
Per chi avesse
voglia di continuare a leggere e trovare qualcosa di nuovo, niente di
eccitante premetto, consiglio di leggere e guardare Baruda. Ha delle foto
splendide, perchè l’ autrice, giovane e reale, è una piccola donna di
quelle dure, tenera quando le pare e fotografa e scrive…
“Atene si presenta assurda agli occhi di chi atterra, pur consapevole
che troverà una città in rivolta. L’aria brucia, pesa, entra nelle vene
e le fa pulsare in modo strano. Droghe chimiche gratuite…ironizzano così
le donzelle greche che mi hanno accolto fino a questo momento…
Ma cavolo, la rivolta, chi l’aveva mai vista così radicata, trasversale,
spontanea e allo stesso tempo organizzata. Una città che pullula di facoltà
occupate, di scuole occupate, di sedi dei sindacati occupate.. una città
che sembra non aver voluto perdere un pezzetto di strada, una città che
si è voluta riprendere non dico tutto, ma almeno la dignità di alzare
la testa e andare avanti giorni e giorni…”
Poi c’è Roberto
Saviano che racconta Gomorra agli studenti di Roma E dire che lo facevano
in parecchi, fuori dallo scarpone…Invece no, è tutto per loro, per i minori.
Poi ci sono
altri minori , quelli curdi, li racconta Fazila Mat : “Rischiano dai 23
ai 58 anni. Sono minorenni e sono curdi. Attendono il giudizio a seguito
della partecipazione a manifestazioni di protesta contro le autorità turche
lo scorso ottobre. Il dibattito è aperto sul coinvolgimento di minorenni
in manifestazioni politiche e sulle violazioni dei diritti dell’infanzia
da parte di polizia e magistratura.
Saranno processati con l´accusa di aver commesso un “reato a nome dell´organizzazione
terroristica PKK” gli oltre cento minorenni tra le prime file dei cortei
durante le manifestazioni di protesta che si erano svolte per tre giorni
in diverse città dell´est e del sudest anatolico lo scorso ottobre.
I procuratori hanno chiesto delle condanne che vanno dai 23 i 58 anni
per il “reato” che consiste fondamentalmente nell´aver lanciato sassi
alle forze dell´ordine... Tra i numerosi arresti figurano un centinaio
di minorenni, di età compresa tra i sei e i sedici anni che ora attendono
quello che sembra dipendere dalla buona disposizione dei giudici.
A Diyarbakir un primo gruppo di bambini processati sono stati assolti.
A Van i bambini avrebbero rilasciato una deposizione in presenza di uno
psicologo e sarebbero poi stati consegnati alle loro famiglie senza alcun
arresto.
Ma ad Adana il procuratore avrebbe presentato come “prova di reato” anche
le biglie trovate in tasca a qualcuno dei ragazzi. Dunque anche per loro
sarà da definire se le azioni compiute siano da ritenersi ‘affiliazione
a organizzazione terroristica’ o ‘contravvenzione alla legge che regola
le manifestazioni e le riunioni’ o ’semplice lancio di sassi’.
E se ne
è parlato di di questi minori a Terni nella presentazione del libro di
Denny Merle e Mehmet Aslan “Io bambino, libero imprenditore: lavoro minorile
nelle terre curde di Turchia”, edito da dalla Biblioteca Comunale di Terni.
“Sono bambini, ” liberi imprenditori” che popolano il labirinto dei vicoli
della vecchia città di Diyarbakir, interviste raccolte negli ultimi anni
sotto forma di conversazione, fotografie scattate sempre in accordo con
i bambini, che spesso si sono messi in posa. Ci tengono a mostrarsi al
meglio e ciò spiega il motivo per il quale i bambini che lavorano da “operatori
ecologici”, impegnati nella raccolta differenziata, non hanno voluto essere
fotografati.
Queste interviste non riflettono la situazione generale dei bambini lavoratori
nelle terre curde. In altre città come Urfa o Antep, ma anche nei quartieri
periferici della stessa Diyarbakir, molti bambini sono impegnati soprattutto
in fabbriche e laboratori dove lavorano in condizioni subumane, alla stregua
dei loro compagni di sventura indiani, bengali o pakistani.
Sotto qualunque cielo si trovino, i bambini schiavi sono meglio conosciuti:
diverse sono state le inchieste di valore che hanno testimoniato della
loro miseria”.
Per questo
e per molti altri motivi che non nascono oggi e neanche ieri, lo scrivo
in inglese, come hanno lo hanno fatto sui muri greci, gli imbrattatori,
i minori, come certi morti e altri vivi: Merry CRISIS and a happy new
FEAR
Doriana
Goracci
Speciale
diritti
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NB:
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