18 dicembre 2008

 
     

Senza sensi
riceviamo e pubblichiamo

Le piogge in Italia non hanno lavato un bel niente. Come il vapore che stamattina alzava nuvole di fumo dal tufo antico di una cittadella, senza che nulla bruciasse, così l’Italia si alza e va a dormire, annaffiata da Vapori e Veleni e bruciano pacificamente i nostri cinque sensi.

Dicono che sia in corso uno scontro frontale tra Magistratura e Ministero: noi siamo un Paese dove si vive nella Legalità, applicata con il massimo rigore, se Dio vuole.

A Venezia, con l’acqua alta, si è premiato il 15 dicembre come miglior giornalista 2008, con il Leone d’Oro per la Comunicazione, nell’ambito del Gran Premio internazionale, Emilio Fede. A Baghdad un giornalista ha gettato le sue scarpe, con tutta la sua rabbia, contro un uomo-fantoccio intriso di guerra e misfatti. Ha visto, ha sentito, ha toccato, odorato e gustato in tutta la sua pienezza, la Legalità Democratica, e non si è controllato, nè tantomeno automoderato: si è ricordato semplicemente dei messaggi che gli arrivavano dai suoi cinque sensi, non repressi.

Da noi il senso del gusto è ridotto ad un bolo: mastichiamo e rimastichiamo il polpettone della Legalità, ricoperto di zucchero e non sentiamo alcun puzzo, malgrado sia marcio e decomposto. Non riusciamo a vedere nemmeno il rigetto, il rifiuto dello stomaco.

Non ci basta avvertire i lamenti di chi muore nell’illegalità, di chi grida, di chi denuncia, di chi si appella, di chi si incatena ed è incatenato, di chi è vessato quotidianamente, con violenze inaudite e scandali perversi, impuniti. Quì si trema di paura alle sole parole come anarchia, ribellione, roghi, devastazione e mastichiamo e rimastichiamo le Notizie, come dei cammelli, seppure loro “camminano”, tanto che li chiamano nave del deserto.

I manifestanti di Atene hanno “conquistato” l’Acropoli, dove è stato esposto uno striscione con la parola “Resistenza” scritta in cinque lingue: greco, italiano, inglese, francese e tedesco: ci hanno fatto l’onore di metterci tra quelle cinque favelle, tanti come i nostri sensi e facendo un’azione illegale. Perdonino le altre quattro lingue, noi sappiamo solo parlare della nostra italianità: ce la spiegano in televisione quanto durerà la crisi dei nostri cinque sensi e la resistenza al terrorismo.

Siamo votati e votanti, in perenne adorazione della Legalità e con qualunque condizione metereologica: chi va contro si scontra e paga. Si chiamano sensi gli organi del nostro corpo che servono per accorgerci delle cose esterne a noi: sembra sia illegale usarli in Italia.

L’ espianto totale e simultaneo, come in un fatale scontro frontale che porta alla morte, è lecito.

Doriana Goracci

Speciale diritti

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