30 ottobre 2008

 
     

Chi tutela i lavoratori ?
riceviamo e pubblichiamo

Mi sono chiesto spesse volte se ci sia veramente qualcuno che tutela i diritti dei lavoratori. Ogni tanto leggendo fra le righe di decreti e di leggi ho trovato delle “furbate” che spesso ho esternato, fossero esse di destra o di sinistra, subendo critiche da ogni parte.

Dove sono sindacati? E i partiti politici? E le associazioni di categoria? Mah. Ognuno tira l’acqua al suo mulino corporativo, chi paga tessere e contributi associativi ha la sensazione di essere tutelato, ma alla fine è l’unico che nel gioco ci perde e quindi ci rimette. Vengo ad un nuovo caso.

Una delle ultime leggi varate dal Governo Prodi è stata la nr. 188 del 17 ottobre 2007, che aveva come oggetto” Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d'opera e della prestatrice d'opera.”.

Detta legge, a firma Prodi, controfirmata dal Presidente della Repubblica Napolitano e dal Guardasigilli Mastella, era composta da un solo articolo e al primo comma recitava testualmente: ”Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 2118 del codice civile, la lettera di dimissioni volontarie, volta a dichiarare l'intenzione di recedere dal contratto di lavoro, e' presentata dalla lavoratrice, dal lavoratore, nonché dal prestatore d'opera e dalla prestatrice d'opera, pena la sua nullità, su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, oltre che con le modalità di cui al comma 5, dalle direzioni provinciali del lavoro e dagli uffici comunali, nonché dai centri per l'impiego.”

In pratica serviva una data certa alle dimissioni al fine di scongiurare le cosiddette “dimissioni in bianco” che molti datori di lavoro pretendevano al momento dell’assunzione e che facevano valere quando a loro meglio conveniva, senza che il lavoratore potesse opporre eccezione. Questa legge, che tutelava principalmente la donna lavoratrice e la prestatrice d’opera, ha avuto vita breve perché è stata abrogata dal DL 112 del 25 giugno 2008, collegato alla finanziaria 2009.

Questo decreto ad oggetto: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.” porta le firme di Berlusconi, Tremonti, Scajola, Brunetta, Sacconi, Calderoli, controfirmato dal Presidente della Repubblica Napolitano e dal Guardasigilli Alfano si compone di 85 articoli ed è entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione sulla G.U. All’Art. 39 - Adempimenti di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro – fra le altre cose, viene istituito il libro unico del lavoro ed altre formalità relative alla gestione burocratica del lavoro. Fino qui niente di male. Però il decimo comma, alla lettera l) sopprime in toto la legge 17 ottobre 2007, n. 188 e con essa la tutela dei lavoratori verso le dimissioni in bianco.

Ora mi chiedo se ci sia stata una dimenticanza da parte del governo e come mai nessuno se ne sia accorto; nemmeno i sindacati. E tutti i partiti politici sia da una parte che dall’altra che giornalmente sbraitano facendo a gara nel dichiarare che sono dalla parte dei lavoratori, perché non hanno detto niente e perché continuano a tacere?

Se tutti Lor Signori dei palazzi impiegassero meno tempo nelle questioni personali e di parte e badassero di più alla cosa pubblica e all’interesse vero dei cittadini, queste cose non succederebbero. Se si verificano, spesso è questione di malafede ed in questo caso potrebbe trattarsi di un debito di qualcuno verso qualcun altro. E mentre tutti stanno zitti il povero lavoratore deve ingoiare un altro rospo. Termino citando nuovamente il Sommo Poeta, i cui versi, dopo settecento anni sono ancora d’attualità: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello. “.

Ugo Cortesi

Speciale etica e politica

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