17 ottobre 2008

 
     

Piccoli uomini crescono: "Saviano doveva farsi i fatti suoi!"
riceviamo e pubblichiamo

Uno spaccato di realtà, che non solo non conosciamo ma neanche vorremmo vedere ed invece, è un “dovere” sapere.

Sono stati intervistati (da La Repubblica on line, ndr) i ragazzi del Liceo Scientifico di San Cipriano d’Aversa sullo scrittore Roberto Saviano: “Uno scemo”, “poteva stare zitto”, “La prossima volta si farà i fatti suoi. Si dice che lo devono uccidere? Sono fatti suoi”. “Ora nessuno sta più tranquillo. A noi la camorra non ha dato alcun fastidio”

Di ben altro tenore l’articolo dell’Eco di Aversa, era il 12 dicembre 2007
SAN CIPRIANO D’AVERSA - Arriva il Ministro Fioroni! Maria Luisa Coppola
Oggi, 12 dicembre, grande mobilitazione delle scuole della provincia di Caserta, a sostegno degli studenti del Liceo scientifico di S. Cipriano distrutto da mani ignote.(...) Alla dura analisi sociale dell’Assessore Regionale della P.I. Corrado Gabriele, che “bolla” l’accaduto come esempio di criminalità ed illegalità diffusa, corrisponde l’appello di un giovane studente che chiede ”fatti”e non parole. Il Ministro ha assicurato che tornerà a febbraio, per controllare lo stato dell’edificio, una volta eseguiti i lavori di ristrutturazione, a carico della Provincia e della Regione. Le autorità ripartono con le scorte in fiammanti e potenti auto, lo show è finito, il cortile si svuota, restiamo in pochi a commentare come è dura vivere in questi paesi, come la scuola sia l’ultimo baluardo di legalità, l’unico centro di aggregazione giovanile, di come sono encomiabili ed irrinunciabili il lavoro e la dedizione di tanti insegnanti che tengono aperta la scuola fino a tarda sera, di quanto si fatica a catturare l’interesse e l’affetto di questi nostri ragazzi “canne al vento” di una società violenta e prepotente.
(...)

E ancora, Achille Serra a San Cipriano d’Aversa 19/05/2008
Achille Serra parteciperà oggi alle 15 presso la sede del liceo scientifio di San Ciprianod’Aversa (CE) alla giornata intitolata “I valori della legalità e della Costituzione". La manifestazione, organizzata Agrorinasce -la società consortile che promuove da anni iniziative sul territorio - ed il Liceo Scientifico si prefigge la realizzazione di un programma di formazione volto a diffondere tra gli studenti i valori della legalità e della Costituzione Italiana. Il programma prevede incontri d’aula, laboratori, seminari e visite guidate nei luoghi del diritto (Parlamento, Tribunale, Facoltà di Giurisprudenza, Comune).(...)

Doriana Goracci

Risponde il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma

Gentile Doriana, grazie per aver accostato alla segnalazione del video di Repubblica gli articoli (che riportiamo solo in parte per motivi di copyright) in cui si evidenzia la mobilitazione dei giovani di Casal di Principe per la legalita'. Ritengo infatti che l'intervista di Giuliana Santerini ai giovani del liceo casalese sulla vicenda Saviano abbia un punto debole che non poteva che portare a dichiarazioni di quel tipo.

E' ovvio infatti che quei ragazzi, tutti critici verso lo scrittore - che avrebbe dovuto "farsi i fatti suoi" e che e' "colpevole" dell'attenzione dei media e dell'Italia sul loro paese - erano per lo piu' condizionati dal timore che i boss li identificassero grazie all'intervista, visto che sono ripresi di faccia e che solo dopo i loro volti sono resi irriconoscibili.

Inoltre le interviste sono avvenute in pubblico, e una cosa e' fare dichiarazioni politiche pubblicamente, un'altra prendere una posizione che mette a rischio la pelle propria e dei propri familiari. Lo ha ben compreso lo scrittore indiano Salman Rushdie, costretto da quasi vent'anni a vivere in clandestinita' ma secondo cui Saviano "corre un pericolo terribile. Dovrà senza dubbio lasciare l'Italia, ma bisogna che scelga molto prudentemente il luogo di destinazione. La mafia pone un problema più grave di quello che io stesso ebbi ad affrontare".

E Saviano ha una scorta, quei ragazzi no. Quanti si esporrebbero alle ritorsioni del clan? E' chiaro che sia le eventuali critiche convinte a Saviano sia quelle riconducibili a questo timore fanno male, ma occorre rendersi conto delle circostanze in cui quelle dichiarazioni sono state rese e non farsi fuorviare.

Per inciso, io penso che Saviano abbia gia' dato molto al nostro Paese e che sia suo diritto andare via e vivere la sua vita. Non abbiamo bisogno di un altro morto da ricordare - piu' o meno sinceramente - ma di fatti, e non e' Saviano che oggi ha in mano gli strumenti per cambiare le cose.

Percio' non chiediamo a Saviano di restare, ma a chi ne ha il potere di essere coerente con le dichiarazioni di questi giorni e quindi intervenire concretamente.

Speciale mafia e antimafia

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