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17 ottobre 2008
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Piccoli
uomini crescono: "Saviano doveva farsi i fatti suoi!" Uno spaccato di realtà, che non solo non conosciamo ma neanche vorremmo vedere ed invece, è un “dovere” sapere. Sono stati intervistati (da La Repubblica on line, ndr) i ragazzi del Liceo Scientifico di San Cipriano d’Aversa sullo scrittore Roberto Saviano: “Uno scemo”, “poteva stare zitto”, “La prossima volta si farà i fatti suoi. Si dice che lo devono uccidere? Sono fatti suoi”. “Ora nessuno sta più tranquillo. A noi la camorra non ha dato alcun fastidio” Di ben altro
tenore l’articolo dell’Eco di Aversa, era il 12 dicembre 2007 E ancora,
Achille Serra a San Cipriano d’Aversa 19/05/2008 Doriana Goracci Risponde il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma Gentile Doriana, grazie per aver accostato alla segnalazione del video di Repubblica gli articoli (che riportiamo solo in parte per motivi di copyright) in cui si evidenzia la mobilitazione dei giovani di Casal di Principe per la legalita'. Ritengo infatti che l'intervista di Giuliana Santerini ai giovani del liceo casalese sulla vicenda Saviano abbia un punto debole che non poteva che portare a dichiarazioni di quel tipo. E' ovvio infatti che quei ragazzi, tutti critici verso lo scrittore - che avrebbe dovuto "farsi i fatti suoi" e che e' "colpevole" dell'attenzione dei media e dell'Italia sul loro paese - erano per lo piu' condizionati dal timore che i boss li identificassero grazie all'intervista, visto che sono ripresi di faccia e che solo dopo i loro volti sono resi irriconoscibili. Inoltre le interviste sono avvenute in pubblico, e una cosa e' fare dichiarazioni politiche pubblicamente, un'altra prendere una posizione che mette a rischio la pelle propria e dei propri familiari. Lo ha ben compreso lo scrittore indiano Salman Rushdie, costretto da quasi vent'anni a vivere in clandestinita' ma secondo cui Saviano "corre un pericolo terribile. Dovrà senza dubbio lasciare l'Italia, ma bisogna che scelga molto prudentemente il luogo di destinazione. La mafia pone un problema più grave di quello che io stesso ebbi ad affrontare". E Saviano ha una scorta, quei ragazzi no. Quanti si esporrebbero alle ritorsioni del clan? E' chiaro che sia le eventuali critiche convinte a Saviano sia quelle riconducibili a questo timore fanno male, ma occorre rendersi conto delle circostanze in cui quelle dichiarazioni sono state rese e non farsi fuorviare. Per inciso, io penso che Saviano abbia gia' dato molto al nostro Paese e che sia suo diritto andare via e vivere la sua vita. Non abbiamo bisogno di un altro morto da ricordare - piu' o meno sinceramente - ma di fatti, e non e' Saviano che oggi ha in mano gli strumenti per cambiare le cose. Percio' non chiediamo a Saviano di restare, ma a chi ne ha il potere di essere coerente con le dichiarazioni di questi giorni e quindi intervenire concretamente. ___________ NB:
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