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8 ottobre 2008
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Il
prezzo della propria identita' . Per essere donna muore a 33 anni Qual è il prezzo per la propria identità? Muore all’età di 33 anni, vittima di unintervento chirurgico per la riassegnazione del sesso. Il 25 settembre 2008 nell’Ospedale Inglese in Quito (Equador) muore tragicamente Erica Goncalves, meglio conosciuta come Lillì Brunet. Di origine Brasiliana, Erica viveva da 5 anni in Italia dove aveva deciso di portare avanti il suo percorso di transizione dal genere maschile a quello femminile. Era seguita dal SAIFIP (Servizio per l’Adeguamento tra l’Identità Fisica e l’Identità Psichica) Dipartimento di Scienze Chirurgiche presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini di Roma. Per una persona transessuale l’attesa di adeguare i propri caratteri genitali con la propria immagine psichica è devastante, e rischia di portare l’individuo alla depressione e all’isolamento. Ormai, da tempo pronta per l’intervento di riattribuzione chirurgica di sesso, Erica era impossibilitata ad effettuarlo in Italia perché in attesa di rinnovo di permesso di soggiorno senza il qualenon poteva iniziare le pratiche burocratiche necessarie (legge 164/82). Secondo i tempi della legge italiana, Erica avrebbe dovuto attendere ancora un anno per poter effettuare l’intervento. Il suo desiderio e la sua necessità di stare bene con se stessa ha fatto si che Erica decidesse di operarsi all’estero dove la legge è diversa e permette di effettuare l’intervento avendo una perizia psicologica che attesti la necessità psichica di un individuo di intervenire chirurgicamente sul proprio corpo. Giunta a Quito il 22 settembre alle ore 15.30, Erica è rimasta in contatto telefonico con il fidanzato Umberto fino alla mattina del 23 prima di entrare in sala operatoria. Sconosciute sono le cause del suo decesso, il Dottor Luis Carlo Morales (che ha operato Erica) ha telefonicamentespiegato, che la morte della ragazza è legata ad una cisti in un polmone esplosa durante il risveglio dall’anestesia. Ad occuparsi della situazione sono intervenuti per primo Umberto, che si è recato immediatamente sul posto, e successivamente Francisco Galber Goncalves, fratello della stessa. Il Console brasiliano in Quito è stato a far visita alla defunta, durante la visita ha constatato che l’ospedale non aveva condizioni igenico-sanitarie adeguate e che non è provvisto delle caratteristiche necessarie per poter effettuare l’intervento di riattribuzione chirurgica di sesso. Il corpo di Erica è stato adagiato, per tre giorni, nella sala rianimazione, poiché nell’ospedale non è presente una camera mortuaria o obitorio. Sono intervenuti sul posto le forze dell’ordine e al momento sono in atto una serie di indagini che dovrebbero far luce sulla vicenda. E’ stata disposta una perizia medico-legale, e attualmente, si è in attesa di un riscontro. La salma della ragazza è partita per rientrare in patria e per esser sepolta nel cimitero di Fortaleza in Brasile. Ass.ne
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