18 marzo 2008

 
     

Vergogna a Bolzaneto e alla Diaz
riceviamo e pubblichiamo

Mi vergogno di quegli uomini in divisa che hanno torturato i loro cittadini e tutti gli altri che hanno avuto la sfortuna di esse a Genova in quei giorni …anche se la tortura in Italia non è reato.

Mi vergogno di quegli uomini infami che non hanno sentito il bisogno di chiedere perdono a quelle donne, a quegli uomini violentati nel corpo e negli ideali in quei giorni, che non hanno ancora avuto il coraggio di lasciare quella divisa che hanno offeso e umiliato come le loro vittime.

Chiedo perdono a tutte le vittime. Soffro lo stesso dolore; provo lo stesso orrore e sento lo stesso dovere morale e civile di gridare vergogna a chi ha fatto tutto questo. Sento una disarmata consapevolezza che il NOSTRO SILENZIO protratto è diventata COMPLICITA' nell'omicidio della democrazia, della legalità e della tolleranza.

Nessuna autorità o istituzione, nessun partito ha trovato il tempo finora di commentare le vicende di quel processo, mentre in altri casi hanno imbandito dibattiti in tutte le salse per analizzare e sminuzzare tutto. Nessuno ha detto mai più a quelle torture, né chi stava al governo allora, e ha le maggiori responsabilità, né chi ci sta adesso. Questo silenzio fa male alla democrazia. Essa vive anche di parole e di segni, ed entrambi sono mancati e la loro mancanza è una presenza inquietante!

"Il problema non sono le mele marce che sono poche e cattive ma quelle sane che non sono saporite come si mostrano in apparenza". Pochi poliziotti non rappresentano di certo le FF.PP. delle quali, per inciso, faccio parte anch'io essendo un ufficiale della G. di F..

Le mele "sane" siamo noi, tutti quelli che hanno visto la mattanza della scuola Diaz e si sono spaventati, indignati e vergognati, ma che poi se ne sono dimenticati (perché non siamo saporiti?!), fino a quando lo stesso dramma o un'ingiustizia analoga non deflagrerà in casa nostra.

Allora sì che inveiremo contro la società e i potenti e la malasorte che sia toccata a noi, a noi che non c'entriamo niente con gli altri, con quelli che sono andati fino a Genova a manifestare sapendo già nei giorni precedenti che c'era tensione!

Che se la siano cercati ed un po' anche meritata sono in molti a pensarla, purtroppo tra i miei colleghi finanzieri. Del resto il processo almeno una cosa l'ha chiarita definitivamente; per quegli uomini infami il fatto che i manifestanti stessero lì in piazza era già una colpa come quella, conseguente, di essere comunista.

Poco importa poi che molti erano stati prelevati dagli ospedali dove erano andati per curarsi ferite che nulla avevano a che fare con le manifestazioni di piazza: la rabbia doveva essere soddisfatta dall'uso dei manganelli.

Mi vergogno per quest'altra violenza, quella del silenzio del paese davanti all'orrore eloquente emerso da questo processo che purtroppo servirà solo a punire le vittime che si sono illuse di avere giustizia anche per gli altri, silenziosi e assenti.

Chiedo perdono a tutti quei ragazzi, a tutte quelle donne e a tutti quegli uomini mortificati, derisi, violentati e torturati. .

Giuseppe Belcore

Speciale diritti

___________

NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org