22 gennaio 2008

 
     

Il grande fratello a Ponte Milvio
riceviamo e pubblichiamo

Il cosiddetto tendone di vetro, organizzato dal Grande Fratello a Ponte Milvio per "rinchiudere", in una sorta di limbo esposto ai passanti, tre giovani candidati al reality 2008, è stato contestato e assaltato da un gruppo politico di estrema destra.

Ovviamente non condivido i metodi "invasivi" della protesta ma ritengo scandalosa la cessione di suolo pubblico per allargare l'audience di un format televisivo alla piazza reale. Oltre a raccogliere proventi dalle telefonate dei telespettatori ammaliati, si ingessano davanti ad una scatola virtuale molte persone, inducendo in quelle più fragili falsi bisogni.

Il rischio è un potenziale scambio anestetizzante tra mondo vero (emergenza rifiuti, corruzione, crisi di governo, inquinamento, emergenze sociali ed energetiche)e il mondo sognato dei "cinquecentomila euro", fatto di contatti artificiali e pruriti passati al microscopio di milioni di occhi.

Trovo d'altro canto, che gli spazi di questa città siano, invece, sempre più chiusi a quei cittadini che vogliono incontrarsi per affrontare problemi reali dei propri quartieri, per organizzarsi e contribuire al buongoverno della cosa pubblica.

Non sarebbe opportuno che ogni municipio romano mettesse a disposizione permanente edifici e sale fino a notte dove i cittadini, comitati e associazioni possano costruire forum di incontro e discussione alternativi alla "gabbia televisiva"?

Domenico Ciardulli

Speciale informazione

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