10 agosto 2008

 
     

Giustizia , separazione delle carriere : come avviene e perche'
riceviamo e rispondiamo

Gentile redazione,é parecchi anni che sento parlare della separazione delle carriere, tanto auspicata dall'attuale premier, ma non conosco nessuno che mi sappia spiegare cosa sia, quali conseguenze potrebbe avere sull'attuale gestione della giustizia, se esiste in altri paesi europei e soprattutto perché sia tanto desiderata da Berlusconi.

ringrazio anticipatamente

Sergio Zolli

Risponde Giulia Alliani

Separare le carriere dei magistrati significa istituire due diverse strutture organizzative, una per la magistratura requirente (i pubblici ministeri), e una per la magistratura giudicante (i giudici).

Attualmente tutti i magistrati fanno parte di una stessa struttura organizzativa, ma ciò non significa che essi non si distinguano per funzioni. Il pm fa il pm e il giudice fa il giudice. E' possibile (ma con ostacoli non indifferenti, tipo cambio di sede, distretto, etc.) che un pm chieda di passare alle funzioni giudicanti e un giudice alle funzioni requirenti: l'essenziale é che sappia che cosa sta facendo in un dato momento e che si astenga, come giudice, se gli capitasse di trattare un caso di cui si é già occupato in veste di pm.

Con la separazione delle carriere il magistrato dovrebbe decidere all'inizio quale carriera intende seguire, e poi restarci senza cambiare. Non credo esista un motivo valido per pensare che una persona onesta non possa, con soddisfazione di tutti, svolgere in diversi momenti le diverse funzioni, mentre si può affermare con discreta certezza che una persona disonesta sarà un cattivo pm, anche se dovesse fare il pm per tutta la vita, e un cattivo giudice, anche nel caso volesse restare sempre un giudice.

Spesso viene ripetuto che un giudice veramente terzo sarebbe possibile solo con la separazione delle carriere. In realtà sembra poco probabile che l'indipendenza e l'imparzialità si acquisiscano miracolosamente grazie a una simile modifica. Se questa è la vera preoccupazione, perché non c'é mai nessuno che chieda di separare anche le carriere dei giudici di primo grado da quelle dei giudici di appello?

Se la separazione non offre particolari vantaggi dal punto di vista dell'imparzialità, le cose non vanno meglio per quanto riguarda la durata del processo, che é la vera tragedia della giustizia italiana. Le lungaggini hanno tutt'altra origine e, sebbene non sia possibile discuterne qui, ora, forse vanno attribuite soprattutto al fatto che in Italia vige un sistema che non si può più definire inquisitorio ma nemmeno compiutamente accusatorio, come quello in vigore nei paesi anglosassoni. La separazione delle carriere tuttavia non influirebbe minimamente su questo fattore.

Già il fatto che una modifica dell'ordinamento non offra vantaggi potrebbe essere un buon motivo per non proporla, ma c'é dell'altro, e la modifica potrebbe farci correre dei rischi. Immaginiamo che le carriere vengano separate. Sarà poi necessario istituire due Consigli Superiori della Magistratura? Uno per la requirente e uno per la giudicante? Con quali criteri verrà formato un ipotetico Consiglio Superiore della Magistratura Requirente? Chi ne farà parte? Quanti saranno i membri di nomina politica? Come influiranno costoro sull'indipendenza dei pubblici ministeri? Verrà attuato un controllo sulla pubblica accusa?

Non sono domande da poco. Se il pubblico ministero non sarà libero di agire in qualsiasi direzione, ma solo in quelle indicate da un altro potere dello stato, é chiaro che sul tavolo del giudice arriveranno solo alcune richieste e, di conseguenza, anche l'attività del giudice finirà col subire una forma di controllo.

A questo punto é opportuno ricordare che la nostra è una democrazia relativamente giovane e che in molte democrazie più antiche della nostra il giudice, anche se, in alcuni casi, viene nominato da istituti legati all'esecutivo, gode tuttavia di un rispetto e di un prestigio sconosciuti in Italia, dove non esiste un reato di "oltraggio alla corte" (e sia chiaro che il concetto di "oltraggio alla Corte" prevede una lunga serie di casi, di comportamenti e di atteggiamenti in cui il reato si considera commesso, anche senza arrivare all'insulto), e dove l'indipendenza va dunque garantita con altri mezzi.

La separazione delle carriere é auspicata, più o meno esplicitamente, da chiunque detenga il potere esecutivo perchè, ovunque, esiste una certa riluttanza a subire il controllo della magistratura. Non sottovaluterei tuttavia, considerando i vari pro e contro, il fatto che la separazione delle carriere era stata inserita anche nel famoso "Piano di rinascita democratica" (1), che era poi il programma politico della P2.

(1) ("V. Riforma dell'ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile).

Vedi anche:

Separazione delle carriere dei magistrati: Pecorella smentito dagli Inglesi

Processo e carriere dei magistrati nei Paesi anglosassoni

La politica e la legge: il mio giudice e' un animale di partito

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