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04 maggio 2008
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Annozero
e le offese di Grillo contrarie al buoncostume BUongiorno, mi chiamo Gianfranco Bacchi ed ho appena letto il suo articolo sull'"Osservatorio sulla legalità" inerente la scorsa puntata di Annozero. "....Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni." Questa non è una mia personale interpretazione bensì l'art 21 della Costituzione. Ritiene inopportuno considerare nell'ambito del violato buon costume la patetica, a mio avviso, performance di Grillo? Se lei ha citato La Cassazione, la Corte europea dei Diritti dell'Uomo definendo "attacchi ai politici" quel grottesco spettacolo di cabaret in cui uomini pubblici vengono definiti offensivamente "psiconano" e "topogigioveltroni", io mi limito a citare la Costituzione italiana per sottolineare l'assurdità mediatica in cui noi, cittadini che pagano il servizio Rai, siamo stati coinvolti. Mi spiega, poi, per quale motivo dovrebbe essere Sgarbi a provare la veridicità delle sue affermazioni e non il sig. Travaglio, giornalista che ha condotto rubriche accusatorie senza mai concedere contradittorio o replica? O anche qui dobbiamo scomodare la Corte Europea dei DIritti dell'Uomo per giustificarne l'operato? GRazie GB Risponde Rita Guma Intanto sottolineo che nel mio commento ho scritto che "come Osservatorio possiamo essere d'accordo o meno con contenuti e modi delle trasmissioni di Santoro in generale" e che "Qualora le frasi di Beppe Grillo fossero (e probabilmente alcune lo sono) oggettivamente offensive o costituiscano vilipendio per il Presidente della Repubblica" e infine che "Se Grillo usa modi sgradevoli o offensivi - che spesso non ci trovano d'accordo". Mi pare chiaro quindi che non ho condiviso i modi della 'performance' di Grillo, ai cui Vday non abbiamo neppure dato pubblicita' preventiva sul nostro sito e su cui ho espresso riserve in varie occasioni, e che non ho 'sposato' in toto Santoro. Quindi il mio commento era del tutto super partes, e valutava aspetti tecnici ignoti ai piu' (ad esempio il fatto che secondo la Corte dei diritti dell'uomo si possa dare dell'idiota ad un politico e non ad un privato cittadino e che secondo la Cassazione "la critica politica consente l’utilizzo di espressioni forti ed anche suggestive al fine di rendere efficace il discorso e richiamare l’attenzione di chi ascolta"). Inoltre il mio commento denunciava il fatto che l'intervento di Petruccioli e' stato di parte (cioe' non ha condannato il turpiloquio e gli attacchi da chiunque portati in trasmissione, ma solo quelli di alcuni verso determinati soggetti politici) e sottenda come diretta conseguenza la censura o autocensura dell'informazione. Infine - a parte il fatto che le sentenze della Cassazione servono appunto a chiarire i limiti della legge nell'ambito della Costituzione - l'Italia e' tenuta a conformarsi alle sentenze della Corte dei diritti dell'uomo che fanno giurisprudenza, cioe' la legge internazionale prevale su quella nazionale. D'altra parte la Costituzione parla di legge che "stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni" del buon costume. In genere per buon costume si intende il sentimento morale 'comune', come quello nei confronti di commenti o atti osceni o di foto di particolari impressionanti o raccapriccianti. Riguardo alle intemperanze verbali, le leggi ci sono e sono quelle sulla diffamazione e l'ingiuria, che prevedono la querela di parte. Quindi gli interessati possono citare Grillo per questi reati, sia sul piano penale che civile, ed ottenere ragione (laddove abbiano ragione). Per le offese al Capo dello Stato puo' procedere direttamente la Procura della Repubblica. Ed ora vengo alle sue domande: non mi pare ci siano interventi per limitare in TV "abiti" che nulla lasciano all'immaginazione anche in orari in cui ci sono minori davanti alla TV e 'balletti' in cui si mimano atti sessuali e tutte le ore. Eppure sarebbe a suo giudizio contro il buon costume, in un Paese che usa quotidianamente 'vaffa' e stronzo (al punto che perfino la Cassazione ha sdoganato quest'ultima parola come segno dei tempi) riportare in TV i termini usati da Grillo "psiconano" e "topogigioveltroni"? A me pare che c'entri poco il buon costume, tanto piu', ripeto, che nella critica politica e nella satira e' possibile usare termini anche offensivi per un politico. Sarei quindi senz'altro d'accordo con lei se la RAI proponesse degli spettacoli di Grillo con le affermazioni da lui fatte al V2day. Viceversa una trasmissione di approfondimento giornalistico che documenti cosa e' stato detto in una manifestazione politica seguita da centiniaia di migliaia di persone ed in occasione della quale si raccoglievano firme per un referendum (che e' una questione di interesse pubblico), e' cronaca. Peraltro e' anche questione di interesse pubblico che la gente sappia come agisce Grillo e quale rispetto ha per le istituzioni. Lei mi chiede poi "per quale motivo dovrebbe essere Sgarbi a provare la veridicità delle sue affermazioni e non il sig. Travaglio, giornalista che ha condotto rubriche accusatorie senza mai concedere contradittorio o replica?". Intanto immagino che la sua sensibilita' per i termini offensivi l'avra' certamente fatta balzare sulla sedia all'udire il "merda" ripetuto da Sgarbi all'indirizzo di Travaglio. Travaglio riporta - come ho sottolineato - una dichiarazione di Biagi documentata da un filmato su come e' avvenuto il suo allontanamento dalla RAI. Sgarbi dice che Travaglio e' bugiardo, ed e' un'accusa grave, rivolta ad un giornalista. Non crede che la dovrebbe provare? Io al posto di Sgarbi non avrei offeso ed avrei provato che Travaglio era un bugiardo, o almeno gli avrei chiesto le prove di quanto afferma. Le accuse di Travaglio - che mi risulti - sono documentate nei suoi numerosi libri, nei convegni e in alcune 'letture' teatrali di sentenze e altri documenti. Leggere sentenze e altri documenti in TV sarebbe piuttosto lungo; a me non peserebbe, ma credo che il pubblico cambierebbe canale. A me sembra comunque che l'invito ad Annozero a Sgarbi (e in altre occasioni a Facci ed altri personaggi di vedute opposte) dimostri che si e' voluto dare spazio al contraddittorio, ma so che in alcuni casi i politici interessati al tema della puntata e invitati per tempo hanno declinato. Forse quindi l'impressione e' stata di squilibrio, ma in diverse occasioni non era colpa dei conduttori della trasmissione. Peraltro mi sembra che le persone prese di mira da Travaglio abbiano molti altri canali per dire la propria (canali sui quali Travaglio non e' invitato), ma a loro volta non vi intervengono a dimostrare con dati inconfutabili quanto Travaglio sostiene. Preferiscono invece parlare di altri argomenti (magari futili) o attaccare altri soggetti (ad esempio gli immigrati) distogliendo l'attenzione del cittadino da quelle questioni scottanti. Io se avessi le TV di Berlusconi o la visibilita' di esponenti di governo della sinistra coglierei l'occasione per fare della controinformazione (contro le affermazioni di Travaglio) per chiarire le idee al pubblico. Non mi risulta che cio' venga fatto. Mi pare che ci si limiti a propria volta a recitare dei mantra indimostrabili di segno opposto o a screditare chi accusa, ma in questo caso nessuno chiede le prove. Io ovviamente non garantisco per ogni cosa che dice, ma mi risulta tra l'altro che Travaglio sia stato citato in tribunale innumerevoli volte per ingiuria e diffamazione, ma nel 90% dei casi i magistrati hanno dovuto riconoscere che le affermazioni fatte dal giornalista si limitavano a riportare la verita'. In controtendenza, una recente sentenza civile ha in parte condannato il giornalista al pagamento dei danni a Confalonieri e Mediaset per un articolo, anche se Travaglio presentera' ricorso. Comunque, come ho detto, il mio commento - con tutte le riserve su Grillo e Santoro, che ho espresso chiaramente - era sul 'diritto di cronaca' e sull'intervento squilibrato di Petruccioli, che rischia di ripercuotersi su una trasmissione che, nel bene e nel male, rende note cose che altre (persino i TG) tacciono. A me pare percio' che lo 'scandalo' delle parole usate da Grillo (che io ripeto, non condivido, anche perche' comportano tante chiacchiere sul 'come' e non sul 'cosa') sia un sassolino rispetto alla montagna dello scandalo evidenziato da Grillo della mancata liberta' di informazione e della mancata applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte UE relativamente ad Europa 7 (per cui l'Italia - quindi noi - paghera' ogni giorno una multa di 300 mila euro retroattiva al luglio 2006). Non mi pare che ne parlino ne' Petruccioli ne' la maggior parte dei cittadini italiani che si lamentano della qualita' RAI per via del fatto che pagano il canone (per le trasmissioni di Santoro, ovviamente, non per le veline seminude e sculettanti in TV a tutte le ore o per il fatto che il TG parla del tacchino farcito invece di dar conto di manifestazioni di protesta con centinaia di migliaia di persone). In definitiva, si rivendica il diritto di criticare la qualita' per quei cento euro che si spendono all'anno e non - per esempio - di ribellarsi per le migliaia che costera' all'anno a ciascuno di noi (in termini di minori investimenti nella scuola e nei servizi essenziali, visto che da qualche parte i soldi occorrera' pur prenderli) il debito europeo dovuto all'anomalia televisiva italiana. Per non parlare dell'ingiustizia gravissima subita dal proprietario di Europa 7 e della mancanza per tutti questi anni di un'altra emittente che fornisse un'alternativa alla visione di Berlusconi e della RAI, magari stimolando quest'ultima a migliorare sia la qualita' dei programmi di intrattenimento sia la completezza dell'informazione (in modo ad esempio da evitare che i telegiornali della RAI e di Mediaset parlassero della morte del papa Giovanni Paolo II - in strana concordanza - ore dopo l'avvenimento, mentre andava in onda senza disturbo un'intervista a Berlusconi). Mi scusi, ma io trovo sia questa la vera indecenza. ___________ NB:
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