23 dicembre 2008

 
     

Iran : chiuso centro diritti di Shirin Ebadi , proteste occidentali
di Mauro W. Giannini

Proteste dal governo USA, dalla UE e dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani per la chiusura avvenuta due giorni fa, in Iran, del Centro per i diritti coordinato dall'avvocato Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace 2003.

Shirin Ebadi ha detto alla stampa di ritenere illegale la chiusura degli uffici senza un atto del tribunale. Intervistato dalla France Presse, Narguess Mohammadi, vice-presidente dell'associazione, ha spiegato che la polizia e' entrata nei locali, senza un mandato, ed ha intimato ai presenti di evacuare rapidamente gli uffici.

Molte ONG hanno chiesto alla Comunita' internazionale di "lottare per la riapertura del Circolo dei difensori dei diritti umani" che e' "uno dei pochi restanti baluardi di resistenza democratica iraniana".

La Casa Bianca ha espresso ieri la sua preoccupazione: "E 'inquietante. E' incredibilmente coraggioso da parte di queste persone impegnarsi per i diritti dei loro concittadini in una societa' come l'Iran", ha detto un portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto.

Nel frattempo, la Presidenza dell'Unione europea ha invitato le autorita' iraniane "a rispettare i loro impegni internazionali in materia di diritti umani" e "consentire la riapertura del locale Circolo dei difensori dei diritti umani e di concedergli lo status giuridico richiesto da molti anni", secondo il capo della diplomazia francese, Bernard Kouchner.

L'irruzione si e' verificata lo stesso giorno che i membri del Circolo, tutti i volontari, si stavano preparando a tenere una cerimonia per commemorare il 60 ° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Fondata nel 2004 da un gruppo di avvocati, tra cui Shirin Ebadi, vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 2003, l'associazione si e' prefissa l'obiettivo di difendere la liberta' di studenti e oppositori. Da allora essa pubblica relazioni periodiche sullo stato degli attacchi ai diritti umani.

Negli ultimi mesi, l'associazione si era concentrata su un deterioramento della situazione, esprimendo preoccupazione, in particolare, per l'aumento di condanne a morte, in particolare nei confronti dei minori che hanno commesso un crimine prima dei 18 anni di eta'. Il Circolo ha criticato anche, all'inizio di novembre, il nuovo codice penale iraniano, che ignora i diritti delle donne e si basa su un "errata" interpretazione dell'Islam. Ovvio che la cosa abbia infastidito le autorita'.

Speciale diritti

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