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15 dicembre 2008
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Iran
: occhio per occhio . Per davvero Era una giovane bella e indipendente, tecnico diplomato, iscritta all'universita' di Teheran ed operante in un laboratorio medico, attivita' con la quale si manteneva. Aveva rifiutato diverse proposte di matrimonio, nell'attesa di incontrare il vero amore, ma l'ultimo spasimante rifiutato non ne voleva sapere di rassegnarsi e continuava a seguirla ovunque. Per tale ragione gli disse di essere gia' impegnata, esortandolo a continuare la sua vita, dato che non c'erano speranze per loro. La reazione del giovane e' stata tirarle dell'acido sul viso. Anche a causa di un intervento intempestivo e inadeguato, la giovane si e' ritrovata cieca. La sua storia commosse l'opinione pubblica iraniana e lo stesso primo ministro dell'epoca, Khatami, il quale ha pagato di tasca propria le cure, disponendo che lo Stato si accollasse le altre spese per sostenere la giovane, non piu' in grado di mantenersi, anche con cure all'estero. Mentre era in Spagna, in un appartamento pagato dallo Stato, per effettuare varie operazioni nella speranza di riprendere la vista almeno all'occhio destro, il meno danneggiato, il governo del nuovo presidente, Ahmadinejad, le ha tagliato i fondi. Ospitata in una struttura di volontariato spagnola, la ragazza si e' accorta presto di essere in mezzo a drogati, alcolizzati e prostitute. Non si sa se sia stato in questo ambiente che ha contratto un'infezione che ha vanificato ogni speranza di guarigione. E' a questo punto che la giovane, ritornata in patria, ha chiesto l'applicazione della legge del taglione - prevista dal diritto del suo Paese - per il suo aggressore. Insomma, occhio per occhio, la giovane chiede che chi le ha tolto la vista perda la sua 'legalmente'. Nonostante l'intercessione di alcune alte cariche dello Stato perche' la ragazza rinunciasse alla sua richiesta, accontentandosi di un risarcimento pecuniario (e cio' al fine di evitare critiche e danni d'immagine all'Iran, mentre si starebbe cercando di mitigare le pene), la giovane non ha desistito ed un tribunale di Teheran ha deciso che all'uomo vengano versate cinque gocce di acido solforico in ogni occhio, con venti giorni di tempo per presentare ricorso. Il condannato sostiene che la ragazza potrebbe avere ancora un barlume di vista e che - se lui la perdera' - occorrerebbe fare in modo che anche a lei venga eliminata del tutto. Il padre del condannato si dice d'accordo con la sentenza del tribunale: se la vittima di suo figlio ha perso la vista, e' giusto che anch'egli vada incontro alla stessa sorte. Secondo il Washington Post, il caso ha scosso l'opinione pubblica iraniana, generando pareri contrastanti: in Iran le violenze contro le donne sono diffuse e c'e' chi ritiene che una punizione cosi' drastica potrebbe prevenire in futuro casi analoghi, mentre altri non sono convinti del valore di deterrenza della pena. Lo stesso medico spagnolo che ha avuto in cura la giovane, intervistato dal quotidiano USA, ha ammesso di essere stato scioccato dalla notizia che una sua ex paziente aveva chiesto una pena cosi' sanguinaria per il torto subito, ma ha anche ammesso di non saper dire cosa avrebbe provato se si fosse trattato di sua figlia. Da parte nostra possiamo fare le seguenti riflessioni. In primis, molte esperienze (ad es con la pena di morte) dimostrano che una pena crudele non ha valore deterrente. Chi commette delitti efferati volontariamente ha motivazioni o pulsioni tali da non fermarsi facilmente di fronte alla prospettiva della legge del taglione, e quest'ultima serve solo come 'vendetta' o come risarcimento morale (a seconda di come la si voglia vedere) per la vittima e i suoi parenti o per la societa'. E' ovviamente pienamente comprensibile lo stato d'animo della giovane, condannata per tutta la vita alla cecita' ed alla perdita del suo lavoro, per svolgere il quale gli occhi le erano indispensabili, tanto piu' che la ragazza non ha cercato subito la vendetta, ma ha assunto un atteggiamento costruttivo e coraggioso, cercando di minimizzare il danno, e solo di fronte ad un esito infausto ha chiesto che al suo aguzzino fosse riservato lo stesso trattamento. Tale scelta e' anche piu' comprensibile considerando che siamo in uno Stato, l'Iran, in cui i risarcimenti 'in natura' sono all'ordine del giorno, ben tollerati, anzi sanciti e imposti dalle autorita' giudiziarie e politiche. Pensiamo alla pena di morte (inflitta anche a persone minori all'epoca del fatto), comminata per molte fattispecie di reato, alla lapidazione per le adultere, etc E proprio considerando questo, sorge spontanea una terza considerazione, e una domanda: come mai le autorita' che fino a ieri hanno impiccato giovani e meno giovani, diventano improvvisamente possibiliste riguardo all'attenuazione delle pene e preoccupate per una reputazione nel campo dei diritti umani che il Paese in realta' non ha? Sara' che tanta insolita apertura e' motivata dal fatto che la vittima fosse una donna, una donna con un lavoro ed una indipendenza, una giovane che con il suo 'no' ad un matrimonio non d'amore ha inteso manifestare il suo diritto di scelta? Una pretesa che forse fa pensare a qualcuno che in fondo se la sia andata a cercare, e che sia un po' troppo, adesso, chiedere che la legge del taglione sia applicata anche al suo aggressore. * si ringrazia Claudio Giusti ___________ NB:
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