10 dicembre 2008

 
     

Diritti umani oggi : il parere dei giovani avvocati
di osservatoriosullalegalita.org

La Dichiarazione Universale dei diritti? Rispetto al progresso sui diritti civili è come se fosse “appena nata”. Lo sostengono i giovani avvocati, secondo i quali "Proprio nel momento della crisi è necessario che l’economia abbia come obiettivo l’etica e non solo il profitto. Solo questo può garantire uguali diritti. Se la gioventù misura non tanto il mero scorrere del tempo quanto la distanza dal compimento dei propri ideali la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo può considerarsi una sessantenne in fasce".

La Magna Carta dell’umanità infatti -come felicemente la definì Eleonor Roosvelt- " è tuttora in larga parte del mondo considerata carta straccia ed anche dove ha trovato piena attuazione viene messa in crisi nella distanza fattuale tra proclamazione ed attuazione. Al netto degli stati che tuttora fondano la propria giustizia sulla minaccia, spesso attuata, della pena di morte (un ossimoro logico prima che giuridico) la popolazione carceraria è ovunque in aumento ed anche nel nostro paese è un emergenza destinata presto a riesplodere".

"E non appaia marginale la questione della detenzione alla quale, non casualmente, la Dichiarazione dedica una parte rilevante, direttamente o indirettamente - osserva il Presidente dell’Aiga, Giuseppe Sileci - La detenzione, terminale di un processo che necessita di garanzie fin dalla creazione di una fattispecie penale, può essere considerato uno dei principali indicatori del rispetto dei diritti umani in un paese. Questo breve esempio, realisticamente pessimista, non deve però far dimenticare la portata rivoluzionaria della proclamazione soprattutto nella sua funzione generatrice dei diritti, mai venuta meno."

“Figlia” della Dichiarazione può essere considerata infatti, secondo i giovani avvocati - la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, trattato internazionale elaborato dal Consiglio d'Europa, che ha istituito la Corte Europea dei diritti dell'uomo. Quest’ultima è un vanto della nostra civiltà che non va mai dimenticato soprattutto nel momento in cui, anche nei paesi democratici, dei diritti fondamentali inalienabili viene fatto commercio in nome dello sviluppo economico e della sicurezza."

"A partire dall’11 settembre" - prosegue l’avvocato Gianluca Scagliotti della Giunta Aiga - "sotto la spinta di una reale minaccia terroristica, si sono erosi progressivamente quegli spazi di libertà individuale che invece vanno difesi da chi intende conculcarli. Appare curioso chiudersi in una prigione di divieti per preservare la propria libertà. Quest’ultima è altresì l’unica condizione che permette di difendere i diritti dei deboli, veri destinatari di una Dichiarazione che guarda ai singoli come parte di un tutto, 'liberi ed eguali in dignità e diritti'.".

"Se questo è il principio, non a caso posto al primo articolo, la concreta attuazione deve passare dalla difesa delle libertà individuali attraverso i diritti da queste generati fino alle libertà positive, ai diritti economici sociali e culturali, fondamentali al pari degli altri. Un diritto per tutti è un dovere di tutti, un principio banalmente fondamentale" concludono i giovani avvocati AIGA, secondo cui "Nessuno individuo è forte nel momento in cui la crisi economica investe tutto il mondo e solo se anche l’economia avrà come orizzonte l’etica e non il profitto ci sarà una speranza di quel mondo migliore e più giusto al quale si rivolge la speranza della Dichiarazione Universale".

Speciale diritti

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