18 novembre 2008

 
     

Giustizia : Napolitano plaude a riflessioni del prof. Conso sul CSM
di Mauro W. Giannini

La storia del CSM forse "non è abbastanza conosciuta" e su di essa di riflette poco, mentre invece puo' essere di guida per il dibattito odierno sulla modifica dell'organismo di autogovenro della magistratura. E' il pensiero espresso dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia per il cinquantesimo anniversario dell'istituzione dell'organismo di autogoverno della magistratura, tenutasi ieri a Palazzo dei Marescialli.

Dopo il saluto del vicepresidente Nicola Mancino e la relazione svolta dal Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Conso, il Capo dello Stato (che e' presidente del CSM) ha cosi' risposto aduna domanda dei giornalisti relativa agli spazi odierni perché il Parlamento discuta di una Legge di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura: "Il Prof. Conso ha innanzitutto ripercorso la storia della nascita e, cosa forse ancora più significativa, della evoluzione del CSM, nei decenni trascorsi dal momento della sua istituzione. Una storia che forse non è abbastanza conosciuta e sulla quale poco si riflette. Nello stesso tempo ha sollevato interrogativi e problemi in modo molto serio, in modo molto obiettivo. Penso che queste sue considerazioni potranno anche illuminare il dibattito, quando ci sarà, in Parlamento, tra le forze politiche di Governo e di opposizione".

Nella sua relazione, il prof. Conso ha fra l'altro sottolineato il "senso profondo, proprio perche' sancito dalla Costituzione" dell'autogoverno, "seppure non totale" della magistratura, per il quale tanto si era battuto il costituente Piero Calamandrei. Il relatore ha anche ricordato le dichiarazioni di illegittimita' costituzionale emanate dalla Consulta per leggi che escludevano l'iniziativa del Consiglio Siperiore della Magistratura per "Assunzioni in magistratura, assegnazione di sedi e di funzioni, trasferimenti e promozioni e ogni altro provvedimento sullo stato dei magistrati" ed ha sottolineato che questi punti fondamentali, oltre che l'iniziativa delle "pratiche a tutela" dei magistrati sono state confermate nel corso della storia come "temi di fondo" in qualche modo intangibili.

Ha anche ricordato che sempre la Corte Costituzionale ha riconosciuto la legittimazione della sezione disciplinare del CSM a sollevare questioni di incostituzionalita', sottolineando la necessita' di applicare i principi del giusto processo, di ponderare le decisioni ed evitare giudizi affrettati e posizioni preconcette, favorevoli o contrarie che siano al magistrato 'sotto accusa'.

Il presidente emerito della Corte Costituzionale non ha anche parlato del mancato buon funzionamento della giustizia, al "logorio delle attese" sulle nomine da parte del CSM che influiscono sul buon funzionamento degli uffici e sulle "tensioni che via via si acuiscono, ma ha detto che dalle "correnti" della magistratura non si puo' prescindere, per cui occorre fare appello alla deontologia e all'etica, "che si accompagna sempre alla coerenza". Il suggerimento di Conso ai membri del CSM e' quindi di mettere al primo posto "le sorti e il prestigio della Magistratura" che sono "strettamente legati al buon andamento dell'amministrazione della Giustizia", mettendo da parte le insistenze per il proprio candidato e trovando una soluzione accettabile nell'interesse collettivo.

Speciale giustizia

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