07 novembre 2008

 
     

Propaganda , disinformazione e manipolazione dell'informazione
di Tara Fernandez

Si tiene oggi 7 novembre, a Torino, la giornata di Studio "Propaganda, disinformazione e manipolazione dell'informazione", organizzata dal Dipartimento di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino. Ai lavori partecipano docenti ed esperti della comunicazione italiani e stranieri che, partendo da ambiti disciplinari differenti, ragionano sul ruolo dell'informazione e sui pericoli insiti nelle strategie propagandistiche e disinformative per quanto concerne il rapporto tra potere, media ed opinione pubblica.

Estremamente significativi gli interventi degli esperti: "Democrazia e segreti (di Stato?)", "Propaganda e pubblicità: somiglianze, differenze, aree grigie", "Il falso contro il vero nel mercato cognitivo contemporaneo", "L’informazione come propaganda quotidiana: il caso del conflitto israelo-palestinese", "Verità, menzogna, non-verità. Il mestiere del reporter di guerra e i processi di condizionamento", "Una bieca congrega di diavoli - Demonizzazione del nemico e atrocità tra disinformazione e propaganda", "Disinformazione e propaganda nera nei conflitti armati più recenti, 1989-2008".

I promotori dell'iniziativa spiegano che "la discussione intorno al ruolo della comunicazione ed alle potenzialità insite nel sistema mediatico globale di trasferire messaggi propagandistici, o di intossicare la percezione della realtà mediante operazioni di disinformazione e manipolazione della notizia, è da tempo uscita da un ambito tecnico o accademico, per diventare patrimonio comune di quella stessa opinione pubblica destinataria dell’informazione".

"Tuttavia - aggiungono gli studiosi torinesi - mentre il dibattito circa il portato propagandistico dell’informazione e i potenziali sviluppi di un suo utilizzo finalizzato diventa materia di saggi e studi, anche divulgativi, sono ben pochi i momenti di riflessione scientifica dedicati ad un serio approfondimento delle tematiche, delle metodologie, dei linguaggi e delle applicazioni concrete della propaganda, tali da consentire una reale valutazione sulle responsabilità dei media nel trasferimento di immagini manipolate, distorte, quando non del tutto false, volte a produrre percezioni errate e parziali della realtà".

Secondo i promotori del convegno, "Lo stesso si può dire a proposito dell’utilizzo, da parte dei poteri forti, di strategie disinformative e propagandistiche che, proprio attraverso l’uso dei media, hanno come scopo quello di veicolare presso l’opinione pubblica immagini distorte del reale, fino a vere e proprie operazioni di 'ingegneria storica'".

Per ragionare su questi temi, il Corso di Laurea in Scienze Strategiche e il Dipartimento di Studi Politici dell’Università degli Studi di Torino hanno inteso proporre una giornata di studi sulle problematiche connesse alla propaganda ed alla disinformazione, ma anche, e specialmente, sul rapporto tra media, potere e manipolazione dell’informazione, con l’intento di approfondire una conoscenza diretta di quelle tecniche che, appunto attraverso i canali mediatici, hanno per scopo quello di influire sulla percezione e sull’accettazione degli eventi presso l’opinione pubblica.

Un’opinione pubblica, spiegano, "resa onnivora da un consumo costante di notizie e che, per la rapidità della loro diffusione che le rende obsolete in tempi brevissimi e per l’impossibilità di sottoporle a verifica, tende ad assimilare ed accettare in modo acritico gran parte dell’informazione proveniente dai media considerati a priori canali autorevoli e, dunque, portatori di verità inconfutabili. La complessità dei processi comunicativi e del contesto nel quale questi operano, ha tuttavia suggerito di ampliare la discussione, non limitando l’analisi al solo aspetto politologico del problema, o a quella più strettamente connessa al settore della sociologia della comunicazione".

Pertanto, "Nel nome della necessaria interdisciplinarità di uno studio volto ad approfondire tali problematiche, si è allora deciso di dare voce a molti ambiti che, particolarmente in merito a questi temi, risultano complementari per una più profonda comprensione dei fenomeni propagandistici e legati alla manipolazione dell’informazione. Il risultato è stato quello di riunire intorno ad un tavolo di discussione docenti, ricercatori e professionisti della comunicazione, per favorire l’incontro di saperi diversi in grado di spaziare dall’ambito prettamente sociologico e della sociologia dei processi comunicativi, a quello della linguistica e della semiologia in senso stretto, fino a coinvolgere necessariamente settori quali quello della scienza politica e delle relazioni internazionali, degli studi strategici e dell’economia, della pubblicità e del giornalismo".

Speciale informazione

___________

NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

 

 

Iraq: guerra frutto di propaganda di Bush, scrive ex consigliere