06 novembre 2008

 
     

Colombia : civili uccisi dall'esercito e vestiti da ribelli
di Gabriella Mira Marq*

Il comandante dell forze armate della Colombia, Mario Montoya, si e' dimesso a seguito del licenziamento da parte del governo del presidente Alvaro Uribe di decine di funzionari militari sotto il suo comando per uno scandalo sull'intensificarsi di uccisioni di civili da parte dell'esercito con quello che appare un tentativo di gonfiare il numero di ribelli o criminali uccisi da parte delle forze di sicurezza.

La decisione di Montoya, un militare di formazione americana con una brilante carriera alle spalle, giunge mentre un terremoto agita i vertici dell'esercito colombiano che aveva celebrato negli ultimi mesi una serie di vittorie contro la guerriglia di sinistra: 27 fra ufficiali e soldati - tra cui tre generali - cono stati allontanati dall'esercito dopo che era emerso che alcuni giovani popolani erano stati trascinati dalla baraccopoli nei pressi di Bogotŕ dove vivevano in uno scontro nel nord della Colombia, dove erano stati uccise dalle truppe, classificati come sovversivi e poi trovati in tombe senza nome.

Lo scandalo si e' concentrato sul controllo effettuato dal governo Uribe e dal suo maggior alleato, gli Stati Uniti, che dovrebbero eddettuare indagini realizzate sulle possibili violazioni dei diritti umani commesse dall'esercito colombiano prima della concessione di aiuti americani (circa 500 milioni di dollari l'anno per assistenza per la lotta contro i ribelli e il traffico di droga).

Ma oltre alla recente morte di 11 giovani uomini della baraccopoli oggi al centro dello scandalo, gli inquirenti della Procura impegnati in inchieste sulle violazioni dei diritti umani accusano l'esercito di aver ucciso altri 1.015 civili fuori dai combattimenti dal 2002, quando Uribe aveva intensificato la lunga guerra contro le due milizie di sinistra, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) e l'Esercito di liberazione nazionale (ELN).

Fino ad oggi il generale Montoya era considerato come la piu' eminente figura tra gli alti funzionari dell'esercito che avevano ottenuto grandi vittorie contro le FARC, il maggior gruppo di ribelli della Colombia, fra cui il salvataggio di 15 ostaggi nel mese di luglio. La sua vicinanza ad Uribe e' nota.

Una nota della C.I.A. ottenuta lo scorso anno dal Los Angeles Times legava il generale Montoya ai paramilitari, le milizie di destra che sono classificate come gruppi terroristici da parte degli Stati Uniti e che avrebbero condotto operazioni congiunte con le forze di sicurezza nel 2002 per sopraffare la guerriglia impoverita nella zona di Medellín. E all'inizio di quest'anno un ex paramilitare combattente testimonio' che il generale Montoya e' stato coinvolto nella copertura della presunta uccisione di cinque civili ad Antioquia i cui corpi sarebbero stati presentati ai media in abito da miliziano.

Un caso che non sarebbe isolato, anzi ha acquisito anche un nome, "falsi positivi".

* si ringrazia Claudio Giusti

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