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27 ottobre 2008
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Disabilita'
in Europa : scuola per i ragazzi , inclusione per tutti Due importanti eventi sulla disabilita' si terranno a livello europeo il 29 e 30 ottobre. Il primo, organizzato dalla presidenza francese della UE a Clermont-Ferrand, e' incentrato sul tema dell'inclusione sociale, della scolarizzazione e delle pari opportunita' d'istruzione per i ragazzi con disabilita'. La seconda conferenza, che si terra' a Strasburgo su impulso della presidenza svedese del Consiglio d'Europa, si concentra invece sulla piena partecipazione, inclusione sociale e sviluppo delle persone con disabilita'. Entrambi gli incontri vengono a valle della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilita' (in procinto di essere ratificata dalla maggior parte degli Stati europei) e di altri documenti - questa volta europei - in cui gli Stati si impegnano ad affrontre la questione dell'inclusione e della piena realizzazione dei diritti delle persona portatrici di handicap. In particolare l'articolo 24 della Convenzione ONU afferma che "Gli Stati garantiranno la paritą di accesso all'istruzione primaria e secondaria, alla formazione professionale, la formazione degli adulti e la formazione continua. I metodi di istruzione coinvolti devono utilizzare materiali appropriati, le tecniche di istruzione e di altre forme di comunicazione. Agli allievi che lo richiedono deve essere fornito un sostegno educativo. L'istruzione delle persone disabili dovrebbe servire a incoraggiare la loro partecipazione nella societą, dare loro un senso di dignitą e autostima, nonche' aiutarli a realizzare il loro pieno potenziale, personalita', creativita' e competenze". I documenti preparatori del convegno UE evidenziano che e' attualmente una grande sfida per i sistemi di istruzione la verifica delle loro capacita' di garantire che i bambini e gli adolescenti godano di pari diritti e pari opportunita', dato che "Queste sono questioni fondamentali per il futuro delle nostre societą. Ognuno dovrebbe disporre dei mezzi per soddisfare le proprie capacitą, hanno accesso alle conoscenze e imparare a vivere insieme". Cio' significa, secondo gli esperti UE, "che le scuole dovranno attuare nuovi approcci educativi, apportare modifiche alla formazione e all'apprendistato, realizzare un'atmosfera di solidarieta' e di rispetto delle differenze, di introdurre una maggiore lavoro di squadra e costruire partenariati con le famiglie. La conferenza, dal titolo "INCLUSIONE SOCIALE: Un approccio europeo alla scolarizzazione degli alunni disabili" coinvolge ministri, rappresentanti eletti, autoritą locali, rappresentanti dei pubblici servizi, associazioni di solidarietą sociale rappresentative a livello nazionale ed europeo e organismi educativi, medici e sociali pubblici e privati dei vari paesi. Il principio intorno a cui ruota la conferenza e' che l'allievo disabile e' riconosciuto come un alunno nel proprio diritto, in grado di imparare e di approfondire le conoscenze, e non piu' solo un "paziente", un oggetto di cura, ma riguarda anche le relazioni che il bambino deve sviluppare con i vari ambienti con i quali entra in contatto, siano essi insegnanti, educatori, assistenti, personale medico e paramedico, compagni e familiari. Non meno importante e' la questione dell'ambiente in cui il bambino deve trovarsi e quindi le conseguenze della presenza del bambino disabile in un normale ambiente scolastico (che non e' scontata in tutta Europa come in Italia, dato che in altri Paesi ci sono istituti specialistici solo per allievi disabili anche se alcuni Paesi, come la Francia, stanno integrando ormai i ragazzi con disabilita' nelle classi normali). Tale scelta comporta conseguenze sugli alunni con disabilita', attraverso l'affermazione della loro capacita', il riconoscimento della loro pari dignita' e la loro entrata in una normale comunita', ma anche sugli insegnanti, coetanei e sulle altre famiglie che imprano, attraverso il contatto con loro, a condividere i valori di solidarieta', di rispetto per gli altri e comprensione per la diversita'. Secondo i documenti preparatori della conferenza, "E' chiaro che tutta la comunitą educativa, e, per estensione, le autoritą nazionali nel loro complesso, trarranno beneficio dalla presenza degli alunni disabili in un normale ambiente" scolastico, anche se ovviamente la scuola deve essere adattata a questa situazione, con l'adeguamento dell'ambiente e la realizzazione di una infrastruttura tecnica, la preparazione di insegnanti ed assistenti, l'informazione verso i coetanei e i genitori di questi. Infine, la conferenza sollevera' la questione del futuro dei ragazzi disabili una volta completata la loro istruzione secondaria, con l'ipotesi della continuita' di accompagnamento degli alunni disabili tra l'istruzione secondaria e l'universita'. La conferenza si articola in quattro Workshop. Il primo studiera' la questione dei finanziamenti necessari per contribuire a fornire un adeguato sostegno agli studenti portatori di handicap. Il secondo riguardera' quali meccanismi istituzionali sono ad oggi utilizzati per garantire una completa e pertinente valutazione del fabbisogno effettivo. Il terzo workshop si incentrera' sulla formazione degli insegnanti di sostegno e del personale di vigilanza per gli studenti portatori di handicap e sugli ausili informatici all'istruzione. Il quarto ed ultimo momento di confronto riguardera' il futuro dei giovani disabili nell'ipotesi di istruzione permanente di cui alla Convenzione ONU. Firma la petizione per il sostegno agli allievi con disabilita' grave! ___________ NB:
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