07 ottobre 2008

 
     

Disabili a scuola : disintegrata l'integrazione
di avv. Margherita Corriere*

Non passa giorno senza che non giungano telefonate disperate di genitori, che chiedono giustizia per i loro figli diversamente abili che, sebbene affetti da patologie gravissime e con certificazione di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3 3° comma della legge 104/1992, sono rimasti privi di insegnante di sostegno con rapporto 1:1 per l'anno scolastico 2008/2009.

Questi genitori sono disperati e non riescono a comprendere come sia potuto succedere che al loro ragazzino o bambino cui, sino allo scorso anno scolastico, era stato garantito il supporto dell'insegnate di sostegno con rapporto 1:1, quest'anno è stato diminuito drasticamente il sostegno a poche ore settimanali. Giustamente non sanno spiegarselo e la prima annotazione che fanno è del tipo:" ma mio figlio non è stato miracolato in questo nuovo anno scolastico!! purtroppo non può guarire e la grave patologia diagnosticata (spesso identificata con gravissimo ritardo mentale; grave deficit cognitivo; sindrome autistica etc. ) necessita di un docente di sostegno con rapporto 1:1, altrimenti che lo portiamo a fare a scuola!!! Rimarrà isolato, ignorato ..handicappato e basta".

Spesso le parole di questi padri, di queste mamme sono crude, drammatiche, ma purtroppo molto realistiche. Ed infatti già nei primi giorni di scuola numerose sono state le segnalazioni provenienti da genitori veramente scoraggiati ed in crisi, perché si rendevano conto dell'esorbitante disagio patito dai loro figli, poiché i docenti curriculari, senza il supporto dell'insegnante di sostegno con rapporto 1:1 non riuscivano a gestire, al contempo, l'intera classe e l'alunno portatore di handicap grave, con le intuibili conseguenze negative per tutti, ma soprattutto per il soggetto più debole.

Si parla tanto di diritto all'integrazione, di diritti della personalità inviolabili e sacri, ma è veramente deprecabile che proprio nel 60°anniversario della nostra Carta Costituzionale e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, in tutte le scuole italiane, ma soprattutto in quelle calabresi, si segnali la violazione di un concreto diritto allo studio, all'integrazione, alla riabilitazione, all'ottimizzazione di quelle capacità residue, che se non trattate adeguatamente, corrono il rischio di causare serie ed irreversibili involuzioni.

Ma da più parti ci si chiede come ciò sia potuto succedere. Tutto parte dalla legge finanziaria per il 2008 (legge dicembre 2007 n.244), che all'articolo 2 comma 413 così recita testualmente "…il numero dei posti degli insegnanti di sostegno, a decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, non può superare complessivamente il 25% del numero delle sezioni e delle classi previste nell'organico di diritto dell'anno scolastico 2006/2007. Il ministro della Pubblica istruzione, di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze , definisce modalità e criteri per il conseguimento dell'obiettivo di cui al precedente periodo. Tali criteri e modalità devono essere definiti…in modo da non superare un rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamente abili."

Il successivo comma 414 ha soppresso la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga in base alla concreta necessità scaturente dalla gravità dell'handicap dell'alunno da inserire nella scuola, abroga tutte le disposizioni vigenti "non compatibili con le disposizioni previste dal comma 413 e 414" e poi, però, in maniera alquanto sibillina e oserei dire contraddittoria, dichiara che rimane fermo il "rispetto dei principi sull'integrazione degli alunni diversamente abili fissati dalla legge 5 febbraio 1992 n. 104".

Ma a tal punto bisogna puntualizzare due cose fondamentali:

1 - i diritti fondamentali della personalità, di uguaglianza e solidarietà sociale , sanciti dalla nostra Costituzione, non li può sopprimere nessuna legge ordinaria;

2 - la legge 104 , ai cui principi non si può derogare nemmeno ai sensi del sopracitato comma 414, è la normativa statale diretta ad assicurare l'integrazione degli alunni disabili ed a rendere effettivo il loro diritto all'istruzione.

È importante rammentare che l'art. 12 ai commi 3 e 4 dispone che " l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento nella comunicazione, nella relazione e nella socializzazione. L'esercizio del diritto all'educazione e all'istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento, né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all'handicap".

Ma, intanto, nella realtà dei fatti, purtroppo molti alunni e studenti disabili gravi e gravissimi rimangono privi di insegnante di sostegno con rapporto 1: 1, con tutte le difficoltà e le problematiche connesse. Infatti la sopracitata finanziaria, nell'applicare un criterio numerico generale di uguaglianza (1 insegnante di sostegno per ogni 2 disabili a prescindere dalla loro gravità) vuole e, di fatto, uniforma tale rapporto ½ su tutto il territorio nazionale dimenticando la specificità ed il bisogno formativo legato alla certificazione di ciascun alunno diversamente abile; tutto ciò comporta che in varie regioni, ove il rapporto è diverso da quello previsto nella finanziaria 2008, si è avuta una notevole contrazione di organico di sostegno.

È in fase di preparazione una petizione da inviare al Ministro Gelmini al fine di risolvere con urgenza questa situazione gravissima , che lede i diritti inviolabili e fondamentali di tanti minori disabili. Una lettera sarà inviata con urgenza anche al Presidente della Repubblica perché si adoperi in prima persona per la soluzione di tale drammatica situazione.

Rammentiamo che il Presidente Napolitano, in occasione della cerimonia di apertura del nuovo anno scolastico ha dichiarato che "la scuola non deve separarsi dalla società e deve far crescere le nuove generazioni….nel senso civico, nella coscienza dei diritti e dei doveri scolpiti nella nostra Costituzione… Per avere un'Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore".

Certamente non è una scuola migliore quella in cui vengono violati, di fatto, i diritti fondamentali di integrazione e di studio degli alunni disabili gravi.

* membro del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio

Speciale diritti

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