11 settembre 2008

 
     

Minori : centinaia fra condannati a morte e giustiziati nel mondo
di Gabriella Mira Marq*

Sono cinque i Paesi responsabili di tutte le esecuzioni di bambini che avvengono ancora oggi nel mondo in violazione dei trattati internzionali per i diritti dei minori.

Iran, Arabia Saudita, Sudan, Pakistan e Yemen condannano infatti ancora oggi e giustiziano minori o persone che erano minori all'epoca di fatti di cui sono accusati, e il triste primato spetta all'Iran. Dal gennaio 2005 ci sono state infatti 32 esecuzioni di minorenni (Iran, 26, Arabia Saudita, 2, Sudan, 2, Pakistan, 1, e Yemen, 1. Ma ci sono altre centinaia di giovani attualmente nel braccio della morte, in attesa dei risultati di un ricorso giudiziario, o - in alcuni casi di omicidio - dell'esito dei negoziati per ottenere la grazia in cambio di una compensazione finanziaria.

La stragrande maggioranza delle esecuzioni di giovani delinquenti si svolgono in Iran, dove per la legge iraniana i giudici possono imporre la pena di morte nei casi capitali, se l'imputato ha raggiunto i 9 anni per le ragazze e i 15 anni per i ragazzi. Alcune di tali secuzioni sono piuttosto recenti ed hanno destato l'indignazione dell'Unione Europea. Oltre 130 altri giovani sono attualmente condannati a morte.

Anche in Arabia Saudita, dove i giudici possono avvalersi della facolta' di imporre la pena di morte dalla puberta' o dai 15 anni, ci sono state almeno due esecuzioni di minori nel 2007. Uno di essi aveva solo 13 anni al momento del presunto reato e 15 al momento della sua esecuzione. Secondo suo padre, le autorita' saudite non hanno informato la famiglia dell'esecuzione fino al giorno dopo e non hanno restituito il corpo del ragazzo.

In Yemen, con solo il 22% delle nascite registrate, i giovani imputati possono trovarsi nell'impossibilita' di dimostrare la loro eta' al momento del reato. L'ultimo minore giustiziato affermava di avere 16 anni al momento del reato ed ha dichiarato di aver confessato sotto tortura.

Spesso anche gli Stati che ancora applicano la pena capitale ai giovani riconoscono che tali esecuzioni sono sbagliate, ma i cambiamenti nella legislazione e nella prassi sono troppo lenti. Percio' secondo Human Rights Watch, che ha appena concluso uno studio sulla questione, dato che tutti gli Stati del mondo hanno ratificato o aderito a trattati vincolanti per garantire che i minori autori di reati non siano condannati a morte, sarebbe opportuno che gli Stati che rispettano quest'impegno usassero la prossima sessione dell'assemblea ONU per costringere i Paesi trasgressori ad uniformarsi al diritto internazionale.

Nelle prossime settimane, infatti, il Segretario generale delle Nazioni Unite riferira' infatti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione che chiedeva una moratoria sulla pena di morte per tutti i crimini. Sarebbe importante che la relazione contenesse dati sul numero di giovani delinquenti attualmente condannate a morte e sul numero di quelli giustiziati nel corso degli ultimi cinque anni nonche' sugli aspetti forsensi, come la determinazione dell'eta' degli imputati in assenza di registrazione all'anagrafe e sulle garanzie che questi minori siano assistiti adeguatamente da un legale.

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale diritti

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