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11 settembre 2008
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Prostituzione
: primi commenti al ddl dl governo E' dibttito sul disegno di legge contenente "Misure contro la prostituzione" approvato oggi in Consiglio dei Ministri. Il ddl - messo a punto dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, insieme ai ministri dell'Interno, Roberto Maroni, e della Giustizia, Angelino Alfano - modifica la legge Merlin del 1958. Viene introdotto il reato di esercizio della prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza distinzioni di trattamento tra prostitute e clienti: è previsto l'arresto da cinque a quindici giorni con ammenda da 200 a 3000 euro sia per chi offre prestazioni sessuali, sia per chi le richiede. Le misure previste, spiega il ministero per le pari opportunit', "mirano ad eliminare la prostituzione in strada e soprattutto a contrastarne lo sfruttamento, tutelando la dignità e i valori della persona umana". "Combattere questo fenomeno non è solo una questione di decoro urbano o di sicurezza – spiega il Ministro Carfagna – La prostituzione fa proliferare tutte le organizzazioni criminali che la sfruttano e che stanno dietro a questa pratica". Pene più severe dunque per chi organizza o partecipa a un'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Quanto alla prostituzione minorile, verrà punito con il carcere fino a 12 anni e con multe fino a 150mila euro chi sfrutta e gestisce la prostituzione minorile o induce un minore alla pratica; carcere e ammenda anche per chi compie atti sessuali con un minorenne. I minori stranieri che esercitano la prostituzione in Italia saranno invece riaffilati alla famiglia d'origine o alle autorità responsabili del loro Paese di provenienza. Il presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus, Rita Guma, sottolinea come positiva l pena inflitta anche ai clienti, dato che, commenta "senza domanda non vi sarebbe l'offerta, ed e' chi sfrutta a compiere un'operazione abietta, non certo chi vende il proprio corpo perche' spinto dal bisogno o spesso perche' costretto da minacce o ricatti". Guma si augura che questa parte sia confermata nella dicussione parlamentare. Tuttavia, Guma sottolinea che il rimpatrio dei minori sfruttati dai giri di prostituzione o delle prostitute immigrate si tradurra' quasi certamente nell'impunita' per i loro sfruttatori, magari colpevoli anche di altri delitti, come violenza sessuale e lesioni. "Con il 'giusto processo', spiega Guma, decadono tutte le accuse non confermate in tribunale durante il dibattimento. Pertanto tutti i reati perpetrati ai danni di stranieri rimpatriati, che siano minori o meno - salvo ove sussista la flagranza e quindi siano disponibili testimonianze o documenti foto-video del reato - decadranno perche' mancanti della conferma". Inoltre - conclude il presidente dell'Osservatorio - "quasi certamente le persone sfruttate ricadranno presto nel giro di loro sfruttatori. Si tratta quindi di una soluzione di facciata: non vediamo che fine fa la ragazza o il bambino sfruttato, quindi siamo tranquilli e ci illudiamo di averli tolti dalla strada. L'affidamento a comunita' di aiuto e la proposta dell'alternativa di un corso di formazione o di un lavoro, invece risolverebbero il problema della reperibilita' per la testimonianza durante il processo agli sfruttatori ed offrirebbero molte piu' garanzie per quanto riguarda l'inizio di una vita nuova per le vittime di questo turpe giro". E parla di 'ipocrisia' la senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico, secondo cui l'operazione base del ddl "e' nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Le prostitute vengono lasciate a se stesse, colpendo solo il mercato che si manifesta agli occhi dei benpensanti di passaggio". "E' l'Italia dei quaquaraqua - continua Poretti - che si ritrova in questo disegno di legge, con le solite vittime, cioe' i piu' deboli, quelli che non devono esistere per la legge e se esistono per l'umaninta', e' bene che vivano nella penombra, senza diritti da affermare e rivendicare, senza protezione che non l'istinto di sopravvivenza, istinti contro il quale il potere, se violi la legge e sei ancora piu' debole, cioe' extracomunitaria, ti rispedisce nell'inferno da cui sei scappata invece che aiutarti a inserirti civilmente nella nostra societa'". Secondo Poretti, "La mancanza di regolamentazione giuridica e fiscale delle prostitute, equivale a nessuna tutela previdenziale e lavorativa, anche per chi esercitera' questo mestiere in una casa di propria proprieta'. Mentre non si capisce perché affittare una casa a chi si prostituisce per mestiere, proprio perche' il disegno di legge del Governo incentiva la prostituzione al chiuso, debba comportare il rischio di favoreggiamento". ___________ NB:
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