24 agosto 2008

 
     

Massacri e genocidi : Magris induce in confusione
di Rita Guma*

Merita un commento l'articolo oderno di Claudio Magris sul Corriere della sera "Il gusto dei massacri gonfiati. Dalle antiche persecuzioni dei cristiani ai genocidi del '900: quelli che ingigantiscono le cifre per sostenere le proprie idee".

Infatti si puo' concordare con l'autore quando sostiene che "se si scoprisse con certezza che Hitler o Stalin hanno sterminato un milione di zingari o di kulaki in meno o in più di quanto si credeva, essi non diverrebbero per questo un po' meno o un po' più criminali né il sistema di potere che ha attuato quegli abominî sarebbe meno o più infame. Ciò vale per tutti, per gli armeni come per i morti di Srebrenica, per i trucidati da Pol Pot, per l'ecatombe oggi di neri in Africa o ieri di indios, per quell'olocausto degli olocausti, come è stato chiamato, che è stata la tratta dei neri, per i morti e per le generazioni sfigurate a Nagasaki".

Tuttavia Magris scrive anche: "Quanto più grande è l'efferato torto subito, tanto più gratificante è il piacere di sentirsi dalla parte della ragione e dei giusti. Da alcuni anni un atteggiamento simile dilaga(...) A seconda della posizione ideologica di chi parla, si aggiunge con disinvoltura uno zero alle cifre dei caduti per mano fascista o comunista, alle cifre già di per sé realmente enormi delle vittime di Stalin, o si attribuiscono magari a Hitler ulteriori delitti oltre ai tanti e orrendi commessi; si danno cifre spropositate relative alle foibe e agli eccidi compiuti dalle camicie nere in Jugoslavia; si sparano numeri sulle vittime dei massacri nelle recenti guerre nella ex Jugoslavia. In conformità alle idee politiche di chi di volta in volta parla o scrive, si ampliano o si minimizzano i conti dei morti e degli assassinati".

E, aggiunge Mgris, "Ciò che è intollerabile è il gusto, la soddisfatta fregatina di mani con cui tanti sembrano felici di aver subìto dai loro nemici più violenze di quante essi ne abbiano inflitto loro, come se questo cambiasse la sostanza — morale, politica — delle cose. Troppi sembrano giulivi di poter dire: «È vero, io ho ammazzato tuo padre, ma tu, grazie a Dio, hai ammazzato non solo mio padre, ma anche mia madre»".

Quest'ultima affermazione di Magris genera confusione, in quanto fa pensare che gli Zingari, gli Ebrei, gli Indi e le vittime di Pol Pot, per citare alcuni noti sterminii della storia, avessero fatto del male i loro persecutori, il che non e' affatto. Se ne stavano tranquilli e in pace ma davano fastidio a qualcuno o i loro patrimoni o terre generavano le bramosie di qualcun altro o infine erano il bersaglio ideale da individuare come nemico (appunto perche' inermi) in modo da indirizzare l'interesse negativo della maggioranza della popolazione verso altro che non fossero le difficolta' economiche o i problemi politici causati dal governo - in genere dittatoriale - in carica.

E' un errore grave generare tale confusione per chi scrive affrontando un tema in cui chiama in causa numeri e storia, quindi fatti realmente accaduti, anche perche' induce chi non sia al corrente dei contorni delle varie questioni a minimizzare e trovare una giustificazione all'odio ingenerato invece artificiosamente per pregiudizio razziale o per convenienza politica contro persone che non avevano colpe e comunque certo non avevano attaccato nessuno.

L'altro problema dell'affermazione di Magris e' attribuire a chi sottolinea numeri elevati di morti la motivazione della gretta soddisfazione. Se e' vero che si sta verificando negli ultimi anni un certo revisionismo, Magris dovrebbe pero' sapere che sono proprio numeri, motivazione e cause delle stragi a determinare la distinzione fra semplici massacri e genocidi, cioe' fra stragi e crimini contro l'umanita'. I numeri, quindi, fanno la differenza. Dire 100 morti e' una strage, fatto di per se' esecrabile se sono coinvolti civili e se le motivazioni sono futili o peggio turpi, ma dire 1 milione di morti con motivazioni di pulizia etnica significa genocidio, che e' un crimine ben preciso e punibile in base al diritto internazionale.

Percio', se e' vero che taluni strumentalizzano e che il numero non cambia l'orrore, e' vero anche che la questione ha un suo suo peso ben diverso - sotto il profilo del diritto e della perseguibilita' internazionale dei mandanti e dei perpetratori - non gia' o non sempre per mere e misere soddisfazioni attribuite da Magris a chi talora e' politicizzato ma spesso invece difende la memoria di popoli che peraltro ripeto - al contrario di quanto fatto intendere da Magris - nella maggior parte dei casi non avevano fatto nulla di male a nessuno.

* presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

Speciale diritti

___________

NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org