19 agosto 2008

 
     

USA : bambini ancora condannati a morire in prigione
di Rico Guillermo*

Ian Manuel aveca 13 anni quando partecipo' ad un tentativo di rapina in Florida, lasciando una vittima ferita con un colpo di arma da fuoco non fatale. Ian si consegno' alla polizia e il suo avvocato gli disse che avrebbe avuto 15 anni di reclusione, qualora riconosciuto colpevole. Invece e' stato condannato all'argastolo (in USA: a vita senza possibilita' di uscire sulla parola).

Ma la storia di Ian non e' la sola, come abbiamo gia' avuto modo di scrivere su questo sito, e lo spiega un rapporto di "Iniziativa per una giustizia equa" che parla di pene crudeli e inusuali, cioe' la condanna a morire in prigione per ragazzini di 13 - 14 anni.

Lo studio della ONG dell'Alabama - un'organizzazione no profit che prevede la rappresentanza legale per gli imputati e i detenuti indigenti, documenta 73 casi negli Stati Uniti dove il adolescenti sono stati condannati a morire in prigione e argomenta che infliggere questa dura pena a giovanissimi viola l'ottavo emendamento della Costituzione americanacontro il divieto di pene crudeli e inusuali ed e' anche in contrasto con le convenzioni internazionali.

L'organizzazione rileva che tali tipi di sentenze sono state condannati da un certo numero di accordi internazionali, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. Gli Stati Uniti sono quasi la sola nazione al mondo ad imporre ergastoli per crimini commessi da minori in giovane eta' e questo modello di "giustizia" ha stimolato una campagna a livello nazionale che contesta queste dure sanzioni e chiede di modificare le leggi esistenti, oltre che prendere misure di cui possano beneficiare i bambini gia' condannati.

Peraltro lo studio evidenzia che i crimini commessi nascono spesso sullo sfondo di vite gia' straziate da abusi fisici e sessuali e/o caratterizzate da trascuratezza, abbandono e gravi difficolta' familiari, contesti sociali molto violenti ed estremamente poveri in cui la salute e la sicurezza erano un lusso che le loro famiglie non potevano permettersi.

Inoltre, dopo essere stati accusati di un crimine, questi ragazzini hanno avuto assistenza legale inadeguata, con avvocati negligenti o incompetenti o, nel migliore dei casi, oberati di lavoro. Lo studio evidenzia che quasi due terzi dei giovani che ottengono queste pene sono di colore.

La relazione osserva che in altri aspetti della cultura americana, e' ritenuto normale che la maggior parte dei 13 e 14eni non siano ritenuti allo stesso livello di responsabilita' di adulti. Vi sono impedimenti legali o limitazioni a sposarsi, guidare e votare in giovane eta', mentre vi e' ancora l'obbligo scolastico. D'altra parte studi scientifici dimostrano che le aree del cervello che governano il controllo delle emozioni, la valutazione dei rischi e il ragionamento morale sono tutti ancora sottosviluppati negli adolescenti.

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale diritti

Speciale giustizia USA

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