13 maggio 2008

 
     

USA : Corte Suprema e conflitti d'interessi in caso internazionale
di Rico Guillermo*

La Corte suprema USA ha detto ieri di non poter intervenire in un'importante controversia sui diritti delle vittime sudafricane dell'apartheid che hanno fatto ricorso alle vie legali contro imprese statunitensi in tribunali statunitensi.

Infatti, ha spiegato la Corte, quattro dei nove supremi giudici si trovano in conflitto d'interessi. Il risultato e' che una causa in cui alcune importanti compagnie USA sono accusate di violare il diritto internazionale negli aiuti all'ex governo del Sud Africa responsabile dell'apartheid andra' avanti.

I supremi magistrati hanno infatti le mani legate da leggi federali che richiedono che siano almeno sei i giudici che trattano ogni ricorso alla Corte. Ma in questo caso i giudici hanno legami con la Banca d'America, la Bristol-Myers Squibb, la Colgate-Palmolive, il Credit Suisse, Exxon Mobil, Hewlett-Packard, IBM e Nestlé, tra le oltre trenta imprese interessate dalla vicenda.

Queste - insieme all'amministrazione Bush ed all'attuale governo sudafricano - avevano chiesto l'intervento della Corte Suprema per fermare il processo. Essi hanno affermato che la causa rischia di danneggiare le relazioni internazionali e lo sviluppo economico del Sud Africa e punire le societa' arbitrariamente utilizzando un concetto di favoreggiamento delle violazioni del diritto internazionale.

Le informazioni piu' recenti sulle entrate dei giudici riportate dal Washington Post evidenziano che lo stesso presidente della Corte Suprema, John Roberts, e' proprietario di azioni della Hewlett-Packard ed anche altri magistrati sono coinvolti direttamente o indirettamente tramite parenti nella gestione delle compagnie coinvolte.

Il caso viene trattato negli USA in base all'Alien Tort Claims Act, una legge del diciottesimo secolo che consente agli stranieri di adire i tribunali degli Stati Uniti in caso di violazioni del diritto internazionale. La legge che e' stata utilizzata sempre piu' spesso negli ultimi 15 anni per citare le societa' per il loro presunto coinvolgimento in violazioni dei diritti umani all'estero.

La causa solleva questioni circa la politica degli Stati Uniti verso i governi accusati di repressione. Ad esempio, l'amministrazione Bish ha detto che il governo può imporre sanzioni mirate, pur consentendo scambi commerciali al fine di incoraggiare le riforme, un escamotage il cui spirito e' fin troppo chiaro...

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale giustizia USA

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