28 aprile 2008

 
     

Israele : critiche ad Olmert , giornalista chiede condanna a morte
di Mauro W. Giannini

In Israele si parla sempre piu' di pena di morte. Dopo la proposta di un influente rabbino di comminare la pena di morte ad attentatori come quelli responsabili di un strage in una scuola rabbinica, ora il bersaglio della pena capitale sono il primo ministro Ehud Olmert e il Ministro degli Affari Esteri Tzipi Livni.

Questi, secondo il direttore di una rivista di destra israeliana, dovrebbero essere processati e condannati a morte per tradimento per il loro comportamento nello svolgimento dei negoziati sul futuro di Gerusalemme.

"Ehud Olmert e Tzipi Livni, che guidano i negoziati sulla consegna di Gerusalemme, la capitale di Israele, devono, in base al diritto internazionale e agli orientamenti in materia di tradimento, essere condannati a morte", ha detto domenica Aryeh Stavebná, direttore di Nativ, nel corso di una conferenza che esaminava il ruolo della religione nella citta' santa dove convivono Ebrei e Arabi.

Stavebná ha spiegato ad Haaretz che in Israele "le disposizioni legislative in materia sono chiare, ma nessuno le applica o fa in modo che i criminali che violano queste leggi siano perseguiti."

Meno drastico ma comunque fortemente critico il giudizio del presidente del Partito del Likud Benjamin Netanyahu, che sempre domenica ha criticato i contatti diplomatici in corso tra il Primo ministro Ehud Olmert e il presidente siriano Bashar Assad attraverso la Turchia. Secondo Netanyahu, prima dell'inizio dei colloqui formali, il primo ministro israeliano ha promesso di consegnare le alture del Golan, che Israele conquisto' alla Siria nel 1967 nel corso della guerra dei sei giorni.

"Sono sorpreso il Primo Ministro informalmente e irresponsabilmente abbia consegnato l'intero Golan prima dell'inizio dei negoziati", ha detto Netanyahu durante una cerimonia festiva. Un settimana fa, il giornale del Qatar Al-Watan aveva riferito che Assad ha detto al Primo Ministro turco Recep Tayyip Erdogan che la Siria ha richiesto un impegno scritto da Israele di ritirarsi dalle alture del Golan in cambio della pace. Netanyahu ha detto che Israele non si deve ritirare dalle alture del Golan. "Se noi usciremo, sara' l'Iran che in ultima analisi prendera' il nostro posto. Non vi e' alcuna logica diplomatica in questo, e questo non e' costruire la pace".

Omert ha risposto alle accuse di Netanyahu, dicendo "per rinfrescare la memoria di Netanyahu, egli e' stato colui che ha inviato al presidente siriano Hafez Assad, un uomo d'affari americano, a cedere le alture del Golan in nome di Israele, prima dell'inizio di ogni negoziato... Netanyahu ha anche dato la citta' di Hebron, e offerto ad Arafat, che ha chiamato 'amico', gran parte della Giudea e della Samaria alla Conferenza Wye. Netanyahu non e' l'uomo che puo' insegnare al governo di Israele cosa sono responsabilita' e buon senso".

Olmert non ha (ancora) risposto alle accuse di Stavebná, ma potrebbe valere anche per lui quanto dichiarato dal suo Ufficio di presidenza in risposta a Netanyahu, e cioe' che il primo ministro "continuera' a compiere sforzi per raggiungere la pace con i nostri vicini di casa, e lo fara' in un modo responsabile e ponderato con l'assunzione di ogni possibile misura per garantire la sicurezza di Israele".

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