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17 aprile 2008
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Olimpiadi
e informazione : Federazione Giornalisti in Cina La Federazione Internazionale dei Giornalisti ha concluso ieri quattro giorni di visita ufficiale in Cina con riunioni ad alto livello, riportandone un'impressione positiva per l'inizio di un dialogo fra Cinesi e giornalisti occidentali, ma confermando che permangono preoccupazioni sulla sicurezza dei giornalisti e del personale dei media nel periodo preOlimpiadi. "Siamo colpiti da una nuova disponibilita' a parlare delle nostre divergenze sulla liberta' di stampa e il giornalismo - ha dichiarato Aidan White, segretario generale IFJ - ma i problemi dei reporter sul terreno non possono essere ignorati. E peraltro, nel periodo della sua permanenza in Cina, IFJ ha condannato le azioni di funzionari del Centro comunale di detenzione di Pechino che hanno negato ad un attivista per i diritti umani il diritto di presentare ricorso contro la carcerazione. Hu Jia era stato condannato il 3 aprile a tre anni e mezzo di carcere e un anno di negazione dei diritti politici per aver commentato sui media stranieri e pubblicato articoli su Boxun, un sito web in lingua cinese con sede negli Stati Uniti bandito dal governo in quanto critico nei confronti della Cina in materia di democrazia e diritti umani. L'avvocato di Hu ha detto all'IFJ che non gli è stato permesso di vedere il suo assitito l'ultimo giorno utile per presentare un eventuale ricorso, ne' alla molie del detenuto e' stato possibile vederlo. Secondo la Sezione 180, capitolo 3, parte 3, della procedura penale della Costituzione cinese, tutti gli imputati hanno il diritto di ricorso. Inoltre, "Il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), che la Cina ha detto che ratificheranno, garantisce il diritto di ricorso", come ha sottolineato IFJ Asia-Pacifico. Mentre l'IFJ condanna apertamente la pena di Hu e il processo in base al quale e' stato condannato e ne chiede il rilascio, la sua sede locale chiede alla Cina di giocare con le proprie regole e consentire un appello. Sulla questione piu' generale dei giornalisti, IFJ ha incontrato i funzionari statali cinesi, nonche' i principali mezzi di comunicazione e organizzazioni di giornalisti cinesi ed ha parlato con un certo numero di corrispondenti stranieri, alcuni dei quali si sono trovati in pericolo, sulla scia della rabbia cinese contro la copertura mediatica estera dei disordini in Tibet e su quanto accaduto durante il percorso della torcia olimpica, che ha incontraro proteste sul suo cammino attraverso le principali citta' del mondo. "Nelle scorse settimane alcuni giornalisti sono stati minacciati e vi è stato un aumento delle violazioni delle promesse ai media di farli operare senza interferenze", ha detto White. "E' il momento di abbassare la temperatura e di cominciare a parlare di come rendere sicuro il giornalismo e lasciare i reporter fuori dalla politica". "Abbiamo gli occhi ben aperti in questo processo ed abbiamo sollevato preoccupazioni circa i giornalisti in prigione", ha aggiunto White. "Il nostro obiettivo fondamentale e' la comprensione reciproca. Noi non possono raggiungere un accordo, ma parlare sulle questioni ci permette di sfidare i pregiudizi di ostilita' che mettono a rischio i giornalisti". La missione IFJ si e' incontrata con il Comitato Olimpico di Pechino per discutere le modalita' per proteggere i giornalisti. Circa 30.000giornalisti ufficialmente accreditati e non accreditati sono attesi a Pechino per i Giochi. ___________ NB:
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