14 aprile 2008

 
     

Risultato elettorale : Italiani stufi della casta e dell'immondizia
di Rita Guma*

Che gli Italiani siano stufi della casta e' il dato che emerge sicuramente in queste elezioni. Sono spiegabili a mio avviso in questo modo la crescita della Lega e di Italia dei Valori.

In questo senso il governo Prodi, che pure alcune cose ha fatto - come ridurre fin da subito le spese dei ministeri e gli emolumenti per ministri e sottosegretari - ha da un lato pagato (e di riflesso lo ha pagato il PD) lo scotto del fatto che le denunce giornalistiche ed editoriali contro la casta sono emerse durante la legislatura che si sta chiudendo e dall'altro ha pagato, giustamente, lo scotto della pesantezza della sua compagine, con oltre 100 fra ministri e sottosegretari, tutti ovviamente stipendiati profumatamente.

Lega ed Italia dei Valori, dicevo, con il vantaggio per la Lega di stare all'opposizione e di non dover spiegare come mai - nonostante le proteste - non riuscisse ad ottenere ad esempio le dimissioni di Bassolino. E il vantaggio, per la Lega, del continuo addebito al governo Prodi di quell'indulto votato invece da quasi tutto il parlamento (eccetto, appunto, Lega, An ed IdV) e cui si sono fatti risalire quasi tutti i problemi della piccola criminalita' in Italia.

Una cattiva informazione che ancora ha colpito Italia dei Valori nella persona del suo leader a causa dell'inchiesta che lo riguardava (chiusasi pero' con l'archiviazione, un'archiviazione ben motivata punto per punto, quindi inattaccabile, basta leggersela) ma anche di alcune scelte che sono apparse discutibili a molti cittadini anche non disposti a credere alle accuse penali poi cadute. Ad esempio la scelta di affittare i locali del partito dall'immobiliare di famiglia la cui creazione piuttosto recente non deponeva bene a livello di impressione data.

La sinistra - nonostante, ripeto, la crescita notevole di PD rispetto alla somma delle sue componenti e di IdV - ha pagato anche la mancanza di coraggio nel metodo di scelta delle candidature. Con le primarie avrebbe sicuramente raccolto il voto di parte dei nuovi astensionisti, sfiduciati dai metodi delle segreterie e dal mero sfruttamento del porcellum anche da parte di PD ed IdV e degli altri partiti di sinistra (nei Verdi c'e' stata addirittura la polemica per il fratello di Pecoraro Scanio) che a parole si dicevano contrari. Sfiduciati ma non abbastanza da votare Lega. Ed avrebbero probabilmente ottenuto anche il consenso di parte degli astensionisti di vecchia data, ove le regole per le primarie fossero state davvero trasparenti e non 'col trucco'.

Altro 'errore' quello di non inserire piu' donne nelle liste. Il PD, unico partito ad averne inserite molte in posizioni 'papabili', ad aver scelto diverse donne come capilista e ad aver alternato il genere nelle liste, e' infatti cresciuto notevolmente rispetto alla somma delle sue componenti (e considerate alcune perdite verso Casini dovute alla presenza dei Radicali). Anche IdV, che pure aveva presentato un progetto di legge sulla presenza femminile in politica con un preambolo in cui affermava che non si tratta di questione di 'quote rosa' ma di piena attuazione della democrazia (ed aveva ragione, visto che la popolazione e' per la maggioranza costituita da donne), ha disatteso quegli stessi principi.

Certo il flop di Sinistra L'arcobaleno e de La Destra e il mancato risultato della formazione di Casini dimostrano anche che c'e' stato l'effetto 'voto utile', anche se il voto utile e' stato in parte concentrato nelle formazioni 'satellite', Lega ed IdV, che in qualche modo si smarcano dal partito maggiore della coalizione proprio sui temi della 'casta' e della legalita' (anche se intesa in modo differente, per la Lega con priorita' sugli immigrati e per IdV sull'applicazione - ad esempio - delle sentenze europee sulle reti TV).

Un altro fattore che ha giocato in favore della Lega e' stato a mio avviso l'emergenza rifiuti in Campania, con lo strascico delle mozzarelle di bufala. Un'emergenza strumentalizzata dalla destra - che ha martellato sulle responsabilita' degli enti locali campani tacendo sul fatto che i commissari straordinari sono nominati dal governo, il che significa che Berlusconi per cinque anni aveva avuto la possibilita' di agire e non lo aveva fatto - ma anche servita su un piatto d'argento da Prodi con la scelta - da noi dell'Osservatorio criticata nel merito ma anche nelle conseguenze di odio interregionale - di lasciare Bassolino al suo posto e far pagare agli Italiani tutti per gli errori altrui.

Il buon risultato per l'Italia - con questi esiti elettorali - e' che si accentua il bipolarismo e quindi la chiarezza, anche se questo avviene per 'cancellazione' di alcune voci e non per inclusione, il che in democrazia non va bene, perche' non tutte le istanze sono rappresentate. C'e' anche il vantaggio che i parlamentari di IdV nella prossima legislatura potranno fare opposizione 'dura' sui temi della legalita', visto che non saranno vincolati alla necessita' di non far cadere il governo. Questo sempre che dalla 'selezione' degli eletti emergano persone coerenti e non qualche novello De Gregorio, a questo punto ancor piu' motivato a passare dall'altra parte.

L'interrogativo adesso e' sulle riforme, che Berlusconi dichiara di voler fare insieme al PD. C'e' da supporre infatti che fra queste rientri il presidenzialismo, che presenta aspetti pericolosi gia' illustrati su queste pagine e su cui anche il capo dello Stato aveva messo in guardia. E che non vi rientri invece una legge decente sul conflitto d'interessi. C'e' da supporre che - vista l'incidenza leghista - vi rientri il federalismo che - se puo' andare bene che preveda la gestione amministrativa e fiscale affidata alle regioni o macrogregioni, non puo' andare altrettanto bene applicato alla giustizia, che deve essere uguale per tutti. E' quasi certo che ci sara' un ridimensionamento del numero dei parlamentari (auspicato da destra e sinistra e quasi condotto in porto dal parlamento uscente), mentre per quanto riguarda la TV di Stato e' da supporre che continuera' ad essere gestita come sotto il precedente governo Berlusconi, ma con maggiore spazio alla Lega.

E si spera, infine, che con le riforme ci ridiano (come hanno promesso quasi tutti e come auspicato persino dalla Chiesa) una legge elettorale decente che preveda di nuovo la preferenza portataci via dal precedente governo Berlusconi.

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