11 aprile 2008

 
     

Giappone : giustiziati altri quattro condannati
di Gabriella Mira Marq*

Il Giappone ha messo in atto altre quattro esecuzioni. Lo ha annunciato ieri il ministero della giustizia di Tokio. I quattro detenuti nel braccio della morte, di eta' compresa tra 41 e 64 anni, sono stati impiccati in localita' separate del Giappone.

Il Giappone - uno dei pochi paesi industrializzati a mantenere la pena di morte - ha ripreso le esecuzioni dopo una moratoria di fatto di alcuni anni dovuta al rifiuto del precedente ministro della giustizia di firmare le autorizzazioni all'esecuzione per i condannati a morte. Ma con il nuovo ministro, Kunio Hatoyama, le esecuzioni sono riprese a ritmo serrato: negli ultimi mesi del 2007 sono state giustiziate 9 persone, e 3 a febbraio 2008.

Il ministro si giustifica affermando che si sta solo adeguando alle esigenze della legge e i funzionari del ministero della giustizia affermano che i sondaggi di opinione indicano un notevole sostegno alla pena di morte nel pubblico giapponese.

Come uso in Giappone, le esecuzioni vengono comunicate anche alle famiglie dei giustiziati solo dopo il fatto, pratica che ha suscitato la condanna del Consiglio d'Europa e di vari gruppi di difesa dei diritti umani.

Anche questa volta il Consiglio d'Europa e' intervenuto a commentare negativamente l'accaduto, per bocca del presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio, Lluís Maria de Puig, il quale ha deplorato "la decisione delle autorita' giapponesi di effettuare le quattro esecuzioni" avvenute "in segreto e senza preavviso".

"La pena di morte non è un atto di giustizia civile - ha aggiunto de Puig - ma il modo in cui essa viene messa in atto in Giappone e' particolarmente agghiacciante", ha detto il Presidente, sottolineando che le persone che sono state giustiziate non hanno avuto alcun preavviso e che le esecuzioni sono state annunciate solo dopo che avevano avuto luogo.

Secondo l'esponente dell'organizzazione nata per la difesa dei diritti umani, "E' preoccupante che vi sia stato un aumento del numero di esecuzioni in Giappone, perché, stando a quanto riferito, l'attuale ministro della giustizia - a differenza di quello precedente - e' a favore della pena di morte, ed e' quindi disposto ad attuarla. Questo e' sia arbitrario che ingiusto".

L'esponente del Consiglio d'Europa ha ribadito l'appello dell'Assemblea al Giappone - Paese osservatore presso il Consiglio d'Europa - di porre una moratoria sulle esecuzioni: "L'Assemblea ha, in passato ha lavorato con la Dieta giapponese per contribuire a raggiungere questo traguardo, ed e' disposta a farlo di nuovo".

* si ringrazia Claudio Giusti

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