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08 aprile 2008
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Terrorismo
e liberta' di espressione : dibattito al parlamento UE La liberta' di espressione e l'istigazione al terrorismo sono stati oggetto di dibattito ieri presso il parlamento UE. I deputati europei e nazionali hanno espresso preoccupazione per il progetto di revisione della decisione quadro sulla lotta contro il terrorismo, che mira a criminalizzare la provocazione pubblica a commettere reati terroristici. Essi hanno sottolineato la mancanza di chiarezza dei concetti utilizzati e la mancanza di una clausola di salvaguardia. Le loro osservazioni sono state effettuate nel corso di una tavola rotonda organizzata dalla Commissione per le liberta' civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo a Bruxelles. La proposta legislativa avanzata dalla Commissione europea mira a portare la decisione quadro dell'Unione europea in linea con la corrispondente convenzione del Consiglio d'Europa per criminalizzare "il pubblico incitamento a commettere un reato terroristico", "il reclutamento per il terrorismo" e la "formazione per il terrorismo", con l'obiettivo di impedire la radicalizzazione dei singoli. Il dibattito si e' incentrato essenzialmente sul limite della liberta' di espressione, perche' il rischio e' che si colpevolizzino affermazioni che rappresentano solo manifestazioni della liberta' di opinione. Un dibattito analogo era gia' stato tenuto in Gran Bretagna quando il governo di Tony Blair mirava a censurare i discorsi dei leader religiosi islamici. A suo tempo si fece notare che anche la moglie di Blair, Cherie, aveva affermato di comprendere cosa possa portare un giovane palestinese a divenire kamikaze, sottolineando che il progetto di legge avrebbe indotto a giudicare la moglie di Blair una complice di terroristi. Il dibattito britannico si concluse con un nulla di fatto e la legge restrittiva non passo'. Il problema si e' ora spostato in Europa, e si fa notare la genericita' della modifica di direttiva, che potrebbe portare a sanzionare molte espressioni libere del pensiero. Fra l'altro, come sottolineato durante il dibattito dalla relatrice europea Roselyne Lefrançois (PSE, FR), all'epoca di Internet occorre "una chiara formulazione, una clausola di salvaguardia e disposizioni che garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali. Questi ingredienti sono scomparsi dalla proposta della Commissione". Max Peter Ratzel, direttore di Europol, ha parlato di una recrudescenza degli atti terroristici nell'Unione europea, con 483 attentati nel 2007, divisi fra terrorismo regionale e terrorismo islamico. Mentre la maggior parte degli attacchi sono venuti dal primo tipo di terroristi, egli ha affermato che "il terrorismo islamico sta cominciando a mettere radici nella popolazione europea". Secondo il coordinatore europeo anti-terrorismo, Gilles de Kerchove, "abbiamo bisogno di un intenso dibattito democratico sull'equilibrio tra sicurezza e liberta'". Egli ha detto che "Al-Qaeda rimarra' attiva nei prossimi anni" e oggi lancia mediamente un comunicato ogni tre giorni, mentre "su Internet, circa 5000 siti web stanno contribuendo a radicalizzare i nostri giovani in Europa". Per tali ragioni l'Europa deve rafforzare la prevenzione del terrorismo. Gilles de Kerchove ha sostenuto anche che la proposta della Commissione e' stata ingiustamente criticata e che contiene proposte chiare ed inoltre si tratta di "una direttiva, che stabilisce principi generali e lascia agli Stati membri la sua applicazione. I giudici conoscono la differenza tra l'istigazione a delinquere e l'espressione di un parere politico". Il senatore francese Pierre Fauchon, secondo cui occorre aver fiducia nel buon senso dei giudici, ha espresso pero' riserve in merito al concetto di "provocazione pubblica", sottolineando che le scuole coraniche non sono spazi pubblici ne' incontri privati, eppure e' in quei luoghi che le menti vengono avvelenate". Il rappresentante della presidenza slovena, Boštjan Škrlec, ha sostenuto che la difesa dei diritti fondamentali non è stata inclusa nel preambolo della proposta perché la sua continua citazione ne sminuirebbe l'importanza. Ma secondo Dick Marty, responsabile della sottocommissione per la materia penale e della lotta contro il terrorismo del Consiglio d'Europa, "dobbiamo completare il nostro arsenale penale, per ampliare la 'punibilità' di talune forme di comportamento". Tuttavia, "è difficile tracciare una chiara, nitida linea nella zona grigia tra la libertà individuale e la necessita' di stroncare il terrorismo". Egli ha sottolineato il fatto che la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 12 della convenzione del Consiglio d'Europa e' stata inserita solo nel preambolo alla proposta della Commissione e, pertanto, ha solo valore dichiarativo. Marty ha aggiunto che e' inaccettabile che governi "con cattive intenzioni" possano "criminalizzare in tal modo tutti i tipi di opposizione". ___________ NB:
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