03 aprile 2008

 
     

Elezioni politiche : la DC di Pizza di nuovo in lizza
di Mauro W. Giannini

Il voto potrebbe non slittare qualora la Democrazia Cristiana rinunciasse al ricorso per l'ottenimento dei 30 giorni stabiliti dalla legge per i comizi elettorali. Inizialmente agenzie ed organi di stampa avevano dato per scontata la rinuncia al ricorso della DC per "senso delle Istituzioni", ma il segretario politico del partito, Giuseppe Pizza, ha smentito che la decisione sia gia' stata presa.

Il tutto segue l'ordinanza del primo aprile con cui il Consiglio di Stato - ribaltando la decisione del TAR del Lazio del 20 marzo 2008 - ha accolto il ricorso dello scudo crociato contro l'esclusione operata dagli uffici elettorali del Ministero degli Interni. Con l'ordinanza sul caso senza precedenti la Corte ha stabilito alcuni importanti principi:

- che il giudice amministrativo ha competenza e giurisdizione e competenza sull'ammissione alle liste per le Elezioni politiche e sulle controversie in materia. Infatti, "Rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo le controversie riguardanti l'ammissione delle liste elettorali alle elezioni politiche, atteso che tali controversie hanno ad oggetto atti amministrativi".

- che l'istanza per l'esclusione del Partito della Democrazia Cristina dalle liste elettorali per la questione relativa al contrassegno andasse accolta con riserva, cioe' laciando l'ultima decisione sull'ammissibilta', dopo il voto, alla giunta parlamentare per le elezioni. Pertanto "Alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 va riammessa in via cautelare la lista Partito Democrazia Cristiana".

Il dispositivo dell'ordinanza recita quindi:

"Considerato che la questione in esame attiene non alla verifica dei titoli di ammissione dei componenti, riservata ai competenti organi delle camere, ma alla ammissione delle liste; Considerato che le controversie relative alla fase antecedente le elezioni non trovano disciplina specifica come desumibile dalla decisione della Corte costituzionale n. 117/2006; Considerato che tali controversie, in quanto aventi ad oggetto atti amministrativi, devono ritenersi rientrati nella giurisdizione del giudice amministrativo (cfr. CGA ord. 218 del 2006). *P.Q.M.* Accoglie l'appello (Ricorso numero 2421/2008) e, per l'effetto, in riforma dell'ordinanza impugnata, accoglie l'istanza cautelare in primo grado e dispone l'ammissione della lista appellante alla consultazione elettorale del 13-14 aprile 2008".

La decisione del Consiglio di Stato ha aperto una querelle sulla necessita' di far slittare la data delle elezioni per evitare che il partito riammesso - che e' in coalizione con il Pdl - fosse penalizzato sui giorni di campagna elettorale. Sia il PD che il PDL si sono detti contrari. Veltroni h parlato di questione interna al centrodestra, menre Berlusconi ha fatto appello ai media per dare alla DC piu' spazio, si' da compensare il tempo perduto.

Nel frattempo, ieri, il ministero dell'Interno ha dato incarico all'Avvocatura dello Stato di proporre ricorso alle sezioni unite della Corte di Cassazione "per regolamento preventivo di giurisdizione perché sia risolta una volta per tutte la questione della competenza a giudicare sul processo elettorale". Il Viminale ha altresì incaricato l'Avvocatura di avanzare istanza di revoca dell'ordinanza emessa dalla V sezione del Consiglio di Stato in relazione alla lista della Democrazia Cristiana essendo ormai iniziato il procedimento elettorale.

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