27 marzo 2008

 
     

UE in continuo contatto con la Cina per la questione Tibet
di Gabriella Mira Marq

Le ultime novita' sul Tibet e le posizioni assunte dal Consiglio europeo sulla questione sono state spiegate ieri alla Sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo dal segretario di Stato sloveno Janez Lenarcic in rappresentanza della presidenza europea. Egli ha sottolineato che l'Unione europea e' preoccupata per gli sviluppi in Tibet e le limitrofe province cinesi dove vivono numerosi Tibetani (Qinghai, Gansu e Sichuan) ed ha aggiunto che dopo lo scoppio di disordini in Tibet, i rappresentanti dell'Unione europea sono stati in contatto con i rappresentanti cinesi in diverse occasioni.

Il 15 marzo 2008, le autorita' cinesi hanno informato la troika dell'Unione europea sugli ultimi avvenimenti nella capitale tibetana Lhasa, su richiesta dell'UE. Discussioni sulla situazione in Tibet hanno anche avuto luogo nel corso di una riunione tra i rappresentanti dell'Unione europea e l'Assistente del Ministro degli Esteri della Repubblica popolare di Cina Wu Hongbo il 17 marzo 2008. In tale occasione, entrambe le controparti hanno convenuto che il dialogo sulla situazione in Tibet dovrebbe restare aperto e continuo. Dopo un incidente presso l'ambasciata cinese a Bruxelles, i rappresentanti della troika dell'Unione europea e il Belgio sono stati invitati a un ulteriore discussione con la parte cinese, il 19 marzo 2008. La parte cinese ha porto le sue scuse per le numerose proteste in Europa e proposto un risarcimento per eventuali danni subiti alle ambasciate degli Stati europei in Cina.

Il 17 marzo, la Presidenza UE ha espresso la sua profonda preoccupazione per le numerose segnalazioni di disordini in Tibet ed ha sottolineato che l'UE e' stata urgentemente alla ricerca di un ulteriore chiarimento della situazione da parte del governo cinese. La Presidenza ha invitato alla moderazione su tutti i fronti. Ha esortato le autorita' cinesi ad astenersi dall'usare la forza contro i manifestanti ed a rispondere alle dimostrazioni in conformita' con i principi democratici riconosciuti a livello internazionale. Allo stesso tempo, la Presidenza ha invitato i manifestanti a desistere dalla violenza. Ha sottolineato l'importanza che annette al diritto di liberta' di espressione e di protesta pacifica.

Il segretario di Stato ha ricordato al parlamento europeo che l'UE sostiene l'integrità territoriale della Cina e si batte per la riconciliazione pacifica tra le autorita' cinesi e il leader spirituale tibetano, il Dalai Lama e dei suoi rappresentanti, ma ha anche detto che la UE ha esortato il governo cinese a rispondere alle preoccupazioni dei Tibetani per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani esortando ambo le parti ad avviare un dialogo costruttivo che rispetti pienamente la cultura, la religione e l'identita' tibetana.

L'Unione europea ha anche chiesto che le autorita' cinesi consentano l'accesso ai media internazionali indipendenti in Tibet, ingresso ad oggi vietato con motivi di sicurezza. Pertanto, la comunita' internazionale non e' ancora stata in grado di ottenere informazioni attendibili sul numero di vittime tra i manifestanti tibetani. Nelle ultime discussioni, le autorita' hano dichiarato alla presidenza slovena che prossimamente consentiranno l'accesso al Tibet ad un gruppo di giornalisti europei.

La presidenza UE - ha detto ancora il segretario di Stato sloveno all'europarlamento - ha chiesto alle autorita' cinesi di spiegare il destino di quei manifestanti che non si sono arresi alle autorita' e la risposta e' stata che tutti coloro che hanno violato la legislazione cinese potrebbe essere assicurati alla giustizia in base alla legislazione in vigore. L'UE ha espresso preoccupazione per il fatto che ulteriori arresti di manifestanti, che hanno manifestato pacificamente, avrebbe portato nuove tensioni tra la comunita' tibetana e la Hani (la comunità cinese). L'UE sottolinea che la sicurezza interna e la stabilita' non devono essere utilizzate per limitare i diritti umani.

Per quanto riguarda la questione dell'organizzazione dei Giochi olimpici in Cina, Lenarcic ha detto che durante la riunione ministeriale informale svoltasi in Slovenia il 17 marzo, i ministri dello Sport dell'UE hano adottato all'unanimita' una dichiarazione in cui essi, insieme con i Presidenti dei comitati olimpici nazionali sottolineavano l'importanza degli ideali e dei valori olimpici e la promozione e il sostegno dei diritti umani. I Ministri hanno valutato l'ipotesi di un boicottaggio ma non hanno discusso la partecipazione alla cerimonia di apertura. La presidenza slovena ritiene che nell'Anno europeo del dialogo interculturale, un boicottaggio non sarebbe la risposta giusta alle attuali questioni politiche. E potrebbe significare perdere l'occasione di promuovere i diritti umani.

Durante la sessione del Consiglio dei Diritti Umani svoltasi a Ginevra, nel contesto delle discussioni in merito alla Dichiarazione di Vienna, l'Unione europea ha esortato entrambe le parti ad astenersi dall'uso della forza e rispettare gli standrd internazionali dei diritti umani.

Il dialogo della UE con le autorita' cinesi e' proseguito per tutta questa settimana e ieri, la posizione della comunita' tibetana e' stata tra le altre questioni discusse in una conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel, in rappresentanza dell'UE e il Ministro degli Esteri della Repubblica popolare cinese, Yang Jiechi. Rupel ha ribadito il desiderio dell'UE che le autorita' cinesi e il Dalai Lama o i suoi rappresentanti comincino un dialogo al piu' presto possibile ed ha esortato le autorita' cinesi a rilasciare, nel piu' breve tempo possibile, i manifestanti che hanno pacificamente espresso la oro opinione.

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