24 marzo 2008

 
     

USA : la Corte Suprema , le armi da fuoco e le ferite della storia
di Rico Guillermo*

La questione della legge sul controllo delle armi e' attualmente all'esame della Corte Suprema USA. I supremi giudici dovranno stabilire se la Costituzione garantisce un diritto individuale di detenere e di portare armi.

Prima della guerra civile, si presupponeva che le armi da fuoco fossero detenibili non solo dalla milizia di servizio, ma anche agli sceriffi e loro aiutanti e per difesa personale. Ma era un diritto solo per i bianchi. Gli stati meridionali vietavano agli schiavi di possedere armi da fuoco, temendone la rivolta, mentre in alcuni casi era possibile ai neri liberi avere armi, con severe restrizioni.

Successivamente, vennero effettuate modifiche costituzionali per abolire la schiavitù, per concedere la cittadinanza ai neri e per consentire loro di votare. E, fra gli altri diritti stabiliti dal Congresso per i singoli cittadini americani, bianchi e neri, vi e' il diritto di avere le pistole. Dopo la guerra civile, in virtu' delle leggi che hanno parificato i diritti di Americani bianchi e neri il Congresso ha infatti concluso che la parita' di accesso alle armi era una naturale conseguenza del 'nuovo status' degli afroamericani.

La legge del 1866 riguardante gli uomini 'liberati' promise quindi che "libertà personale, la sicurezza personale, e l'acquisizione, il godimento, e la disponibilita' dei diritti reali e personali, compreso il diritto costituzionale di portare armi, devono essere garantiti, e devono goderne tutti i cittadini". La precisazione era necessaria, visto che molti Stati del Sud cercavano di imporre nuovamente leggi con divieti di proprieta' di armi da fuoco ai neri, lasciandoli in balia di membri del KKK e di altri criminali bianchi.

In proposito, il Washington Post ricorda che circa 135 anni fa gli Stati Uniti sperimentarono il piu' grande 'macello' di neri della loro storia, quando il 13 aprile 1873, a Colfax, paramilitari bianchi pesantemente armati e guidati da ex ufficiali confederati attaccarono un gruppo di neri liberati dotati di pocge armi e riunitisi nel tribunale locale. Oltre 60 neri furono sparati, bruciati o picchiati a morte. La maggior parte di loro furono uccisi dopo essersi arresi.

Nessuno è stato mai punito per il massacro di Colfax. Le uniche tre condanne furono in seguito annullate dalla Corte suprema in uno dei peggiori errori giudiziari della storia americana. Questo orribile evento fu per decenni dimenticato dagli storici e solo di recente e' sottoposto a rilettura insieme ad altre vicende che illuminano sul grande costo umano di quel periodo della storia americana chiamato 'Ricostruzione', correlandosi con vicende di estrema attualita' come appunto quella del diritto a portare armi.

Durante l'ultima udienza, i giudici hanno discusso quale fosse l'intento degli autori del secondo emendamento. I membri del tribunale non hanno citato la Ricostruzione, anche se di fatto quei fantasmi e le vicende costituzionali che determinarono la legislazione sulla liberta' di detenere e portare armi per tutti i cittadini sono presenti nelle menti di tutti.

In particolare, Charles Lane, editorialista del Washington Post e autore di "Il Giorno in cui la liberta' mori': il Massacro di Colfax, la Corte Suprema e il Tradimento della Ricostruzione", sottolinea che le armi da fuoco rappresentano oggi minacce agli abitanti dei moderni centri urbani - favorendo criminalita', suicidi, incidenti - che possono superare qualsiasi auto-difesa forniscano, mentre, a differenza degli contadini del 19° secolo e' oggi possibile chiamare in aiuto la polizia professionale.

Nel caso specifico all'esame della Corte Suprema, egli auspica che quest'ultima decida che i governi locali introducano maggiori restrizioni sulle armi pericolose. E ritiene che anche l'interpretazione degli eventi storici correlati alle decisioni del Congresso oltre 100 anni fa e quindi alla nascita del secondo emendamento dovrebbe indicare tale scelta.

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale giustizia USA

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