13 marzo 2008

 
     

New York : il governatore Spitzer, intercettazioni e democrazie liberali
di Giulia Alliani

Il New York Times ha rivelato qualche giorno fa che il governatore dello stato di New York, il democratico Eliot Spitzer, l'ex procuratore famoso per aver portato alla sbarra molti colletti bianchi, era coinvolto, come cliente, nell'indagine penale su un club di accompagnatrici che, in realta', nascondeva un giro di prostituzione. Ieri il governatore si é dimesso, nonostante non siano ancora state formulate accuse a suo carico. Già sotto accusa si trovano invece alcune persone che gestivano il club.

Di solito i clienti delle prostitute non vengono perseguiti. Il pericolo di incriminazione, nel caso di Spitzer, dipende però da altri fattori. In primo luogo il metodo di pagamento usato per saldare il dovuto al club: un sistema indiretto, che sembra concepito per occultare l'origine e lo scopo del versamento, e che, in Usa, potrebbe configurare il reato di "structuring". In secondo luogo la violazione della legge Mann, una legge del 1910 che proibisce "il trasporto di donne da uno stato all'altro per scopi immorali".

Siccome dalle intercettazioni effettuate dall'Fbi risulterebbe che il cliente n. 9, identificato dalle fonti dei giornalisti con Eliot Spitzer, aveva organizzato con i responsabili del club un incontro in un albergo di Washington con una prostituta proveniente da New York, il governatore potrebbe aver violato la legge Mann che punisce chi consapevolmente persuade o induce un individuo ad attraversare i confini di uno stato a scopo di prostituzione.

La legge, conosciuta anche come "White Slave Traffic Act" (Legge contro il Traffico di Schiave Bianche) era stata concepita allo scopo di debellare la piaga delle prostitute ridotte in schiavitù, e non é troppo sicuro che possa ritenersi infranta nel caso della ragazza incontrata da Spitzer, che non pare aver subito particolari pressioni, se non l'offerta di una cifra oraria probabilmente superiore a quella di una qualsiasi professionista di grido operante in altri campi.

Questi, molto succintamente, i fatti. Tuttavia, ciò che qui interessa non é tanto il fatto in sé, ma lo status dei protagonisti, il modo in cui la notizia é stata data dalla stampa e dai siti web, e i documenti che sono stati messi a disposizione del pubblico.

Spesso, quando i giornali italiani pubblicano i contenuti di intercettazioni disposte dalla magistratura, soprattutto se i personaggi coinvolti sono di rango elevato, o ricoprono cariche pubbliche, si levano proteste per la barbara violazione della privacy, e si fanno riferimenti alle democrazie liberali e ai paesi civili occidentali dove certe cose non potrebbero mai accadere. Pare quindi opportuna un'analisi dell'informazione fornita al pubblico sul caso Spitzer dai media americani perché anche in Italia ci si possa finalmente uniformare ai criteri seguiti in una democrazia liberale occidentale come gli Stati Uniti d'America.

Il New York Times, che per primo ha dato la notizia, scrive di essere venuto a conoscenza dei fatti grazie a "tutori della legge che hanno parlato a condizione di restare anonimi". Secondo queste fonti, nel corso di un'indagine di routine dell'Internal Revenue Service (l'Agenzia delle Entrate, in Usa), sono emersi dei pagamenti sospetti riconducibili al governatore Spitzer: migliaia di dollari in transazioni che finivano in "scatole vuote", società senza scopi reali. Gli agenti della Criminal Investigation Division dell'IRS avevano pensato in un primo momento a reati di tipo finanziario: corruzione, o finanziamenti illeciti per le campagne elettorali, e si erano rivolti agli agenti dell'FBI e ai magistrati di Manhattan specializzati nella corruzione nell'ambiente politico.

Trattandosi di un'indagine delicata su un'alta carica dello Stato, i magistrati, per proseguire nelle indagini, avevano dovuto rivolgersi all'Attorney General Michael Mukasey, il ministro dell'amministrazione Bush che di recente ha sostituito Gonzales. Ottenuto il via libera dal ministro, dopo ulteriori verifiche, si erano resi conto che non di corruzione si trattava, ma di pagamenti effettuati in cambio di prestazioni sessuali. Servendosi quindi della collaborazione e delle informazioni avute da una informatrice, una ragazza che aveva lavorato per l'Emperor’s Club V.I.P., il club di cui si sospettava Spitzer fosse cliente, gli inquirenti ottenevano dal giudice il permesso di mettere sotto controllo i cellulari di alcune delle persone sospettate di essere coinvolte nel giro.

Proprio dalle intercettazioni, oltre che dai documenti bancari, emergevano le fonti di prova necessarie per l'incriminazione di alcuni personaggi. Le intercettazioni che attestano il tono degli accordi tra il cliente n.9 e la persona che si occupava di organizzare e farsi pagare gli appuntamenti, e quelle tra l'organizzatrice e la ragazza, effettuate dopo l'incontro con il cliente n.9, sono riportate in un affidavit (una dichiarazione giurata) di 47 pagine degli agenti dell'FBI ai procuratori del distretto di New York Sud. La copia del documento con l'accusa formale e il contenuto delle intercettazioni e dei messaggi di posta elettronica é accessibile a chiunque tramite l'internet in vari siti (1) e quasi tutti i quotidiani ne riportano lunghi stralci.

Eppure Eliot Spitzer non é al momento accusato di niente. Eppure Spitzer, alla fine del 2006, era stato eletto governatore con circa il 70% dei consensi. Eppure gli Stati Uniti sono una democrazia liberale.

O no?

(1) ad es qui

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