12 marzo 2008

 
     

ONU : guardie private di sicurezza sono mercenari in luoghi di guerra
di Carla Amato

Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite per l'uso dei mercenari, lunedi' si e' detto preoccupato per il fatto che molti militari e guardie di sicurezza private di imprese a livello nazionale, regionale e internazionale attualmente operano senza un'efficace supervisione o responsabilita'.

Il gruppo, che ha presentato la sua relazione alla settima sessione del Consiglio dei diritti umani a Ginevra, osserva che un numero crescente di tali societa' opera in zone attraversate dal conflitto, come l'Afghanistan, l'Iraq e la Colombia, ed assume ex militari e poliziotti da Paesi in via di sviluppo come "guardie di sicurezza".

Tuttavia, una volta che questi si impegnano in conflitti armati a bassa intensita' o in situazioni di post-conflitto, diventano di fatto "soldati privati armati militarmente", cioe', in altre parole, mercenari. E - fa notare il gruppo di lavoro - i mercenari sono spesso responsabili di violazioni dei diritti umani, anche perche' agli Stati in situazione di guerra spesso manca la capacita' di controllare in modo efficace e regolare queste societa' private.

In alcuni casi, la legislazione nazionale garantisce loro addirittura l'immunita', poiche' le guardie private sono responsabili solo nei confronti delle aziende che le impiegano, e quindi l'immunita' puo' trasformarsi facilmente in impunita'.

Il gruppo ONU ha detto che una notevole responsabilita' ricade sugli Stati in cui queste imprese transnazionali esportabo i loro servizi militari e di sicurezza. Tali Stati, in quanto titolari del monopolio del legittimo uso della forza, sono i principali attori responsabili per la protezione e la promozione dei diritti umani, sottolinea la relazione.

Il gruppo di studio ONU invita ad una piu' ampia ratifica della Convenzione internazionale contro il reclutamento, l'uso, il finanziamento e la formazione dei mercenari.

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