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16 febbraio 2008
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Giochi
Olimpici a Pechino e asse Cina-Sudan sul Darfur : azioni internazionali Oltre ai problemi di democrazia interna e di oppressione del dissenso, che gia' hanno portato molti gruppi della societa' civile, ma anche parlamentari italiani ed europei, a chiedere almeno la minaccia di boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino, un nuovo fattore si aggiunge alla lista di mancanze del gigante asiatico in tema di diritti umani. E' infatti cresciuta la condanna internazionale sulla riluttanza della Cina a censurare il governo sudanese per la sua condotta nel Darfur. Il conflitto del Darfur ha indotto oltre 2 milioni di persone a fuggire all'interno del Darfur, 400.000 sono sfollate in campi profughi nel vicino Ciad. Secondo il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, oltre il 20% dei bambini sotto i cinque anni sono affetti da grave malnutrizione e molti muoiono ogni giorno, mentre solo il 50%delle persone in stato di bisogno stanno ricevendo assistenza alimentare. Dopo mesi di trattative al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - con gli USA da un lato e Cina e Russia dall'altro (tutti membri permanenti con diritto di veto) - e' stata varata l'anno scorso la piu' grande missione di peacekeeping della storia del corpo mondiale (in collaborazione con l'Unione Africana), inizialmente osteggiata da Khartoum. Nuova attenzione e' venuta alla questione Cina-Sudan dopo una lettera inviata al presidente Hu Jintao da una gruppo di premi Nobel, atleti, celebrita' e politici, che hanno chiesto alla Cina di utilizzare i suoi ampi legami con esportatori di petrolio sudanese per premere per la pace nel Darfur. L'incisivo testo, stampato sulla prima pagina del prestigioso quotidiano britannico 'The Independent', ha fatto registrare titoli nei notiziari di tutto il mondo, ma ha ricevuto un freddo benvenuto tra i leader in condizione di agire conseguentemente. Il Presidente Bush ha preso le distanze dalla lettera quando il regista Steven Spielberg si e' dimesso dal suo ruolo di 'direttore artistico' dei Giochi. Bush ha detto di ritenere le Olimpiadi solo un "evento sportivo". Khartoum dal canto suo - per bocca di un portavoce del ministero degli Esteri - ha lodato il ruolo di Pechino, suo alleato politico e commerciale - nelle operazioni di mantenimento della pace, e di Spielberg ha sostenuto che la sua decisione era stata basata su "informazioni errate". La Cina ha rotto il suo silenzio sul problema, dicendo che deplora le dimissioni della star di Hollywood. I media statali di Pechino hanno messo in guardia i Paesi occidentali, insistendo che pubblico cinese era "disgustato" e "perplesso" dai tentativi di influenzare la politica giocando sulle Olimpiadi. Un portavoce del ministero degli esteri ha detto che il suo Paese non sarebbe stato dissuaso nella sua missione di rendere un successo i Giochi. Nel frattempo, gli attivisti per i diritti umani stanno facendo pressioni sulle societa' multinazionali tra cui Coca-Cola, McDonald's e Adidas, affinche' cessino la loro "silenziosa complicità" con il regime. L'associazione newyorkese "Sogni olimpici per il Darfur", sostenuta dall'attrice Mia Farrow, ha lanciato una campagna nei confronti delle aziende sponsor che sperano di usare l'incontro sportivo mondiale per promuovere i propri prodotti per il mercato interno cinese, il piu' grande al mondo. L'azione della ONG si e' incentrata su 19 aziende occidentali, fra le 64 aziende partner o fornitrici dei Giochi ed ha chiesto loro di usare la loro influenza presso il Comitato Olimpico Internazionale e la nazione ospitante per il 2008 per portare la pace in Darfur. Tra le azioni raccomandate, la sottoscrizione di una lettera al presidente Hu sul possibile offuscamento dell'ideale olimpico e su un intervento di Pechino per fermare le uccisioni. Nessuno lo ha fatto. The Independent ha contattato le 18 aziende che hanno collegamenti con la Gran Bretagna e riporta che la stragrande maggioranza di esse non ha risposta alle chiamate o ha rifiutato di commentare, mentre sei hanno rilasciato dichiarazioni per difendere il loro sostegno alle Olimpiadi di Pechino. Solo due - General Electric e McDonald's - erano disposte a contattare il movimento olimpico sulla questione, mentre altre - Adidas, Coca-Cola e Johnson & Johnson - hanno trovato una via alternativa cercando di fornire aiuti per il Darfur o assumendo altri "responsabili" passi. "Non stiamo chiedendo loro di fare un gesto folle o di boicottaggio dei Giochi, stiamo semplicemente chiedendo loro di parlare", ha detto una rappresentante della ONG. La Corte penale internazionale ha accusato il governo sudanese di complicita' nel conflitto del Darfur. In particolare - secondo il tribunale sovranazionale - un ex ministro dell'interno avrebbe favorito la costituzione delle truppe Janjaweed e avrebbe dato loro mano libera per abusi e uccisioni. Inoltre sia l'ONU che altre istituzioni accusano Khartoum di aver dato copertura aerea alle operazioni violente della milizia araba. L'anno scorso, l'esportazione di petrolio greggio dal Sudan verso la Cina e' più che raddoppiata. Secondo The Independent, i dati mostrano che la Cina ora prende il 40% della produzione totale del Paese, mentre continua le sue relazioni militari con Khartoum, la quale a sua volta ha accusato l'amministrazione Bush di caldeggiare tanto una censura ONU al Sudan ed una missione per il Darfur proprio per il miraggio del petrolio, paventando un nuovo Iraq. * si ringraziano Claudio Giusti e Carla Amato ___________ NB:
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