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19 novembre 2007
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Eritrea
: espulsi missionari cattolici . Critiche e proteste Un gruppo di religiosi cattolici di diversa nazionalita' che operavano come missionari in Eritrea sono stati espulsi la scorsa settimana dal Paese nordafricano. Tecnicamente ai religiosi, fra cui alcune suore, non sono stati rinnovati i permessi. I missionari - di cui diversi sono Comboniani italiani - sono giunti a Roma dopo aver lasciato il Paese il 16 novembre. L'Agenzia Habeshia, che rappresenta un gruppo di Eritrei in Italia, condanna "questo atto deprecabile del regime eritreo contro i missionari stranieri espulsi senza una reale ragione. Questo tentativo di bloccare le attivita' della chiesa cattolica - afferma l'organizzazione guidata da Mussie Zerai - ricade sul popolo eritreo, perché questi missionari erano lì per sostenere, curare, istruire la popolazione del paese". Zerai spiega che "Le varie congregazioni presenti in Eritrea da sempre hanno contribuito allo sviluppo e al progresso del nostro paese, quindi il regime espellendo loro commette un atto di grande inciviltà daneggiando la popolazione che per anni ha ricevuto aiuti dalle varie famiglie religiose alle quali appartengono gli 11 missionari espulsi. Siamo di fronte ad un regime allo sbando, non sa con chi prendersela, perché ormai la Chiesa Ortodossa è stata adomesticata, cosi anche le altre confessioni cristiane o musulmane, l'unica che non sta al gioco è la Chiesa Cattolica, con questi atti il regime vuole intimidire la gerarchia cattolica". "Noi riteniamo queste ingerenze del regime negli affari religiosi un vergognoso e disperato tentativo per incamerare i beni ecclesiastici", conclude il presidente di Habeshia, che chiede alla comunità Europea "di condannare quest'atto del regime eritreo" e di sospendere ogni forma di aiuto al governo eritreo. Chiede inoltre alla comunità internazionale "di porre fine alla questione irrisolta del confine conteso tra Eritrea ed Etiopia, che da sette anni ormai è l'alibi, che il regime eritreo usa, per non rispettare ogni forma di libertà, di giustizia e di democrazia". ___________ NB:
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